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Presentazione e inaugurazione della mostra “L’occhiale al potere, dal Rinascimento a Andy Warhol”, allestita presso il Museo Diocesano annesso al Duomo di Treviso, visitabile dopo l’inaugurazione. Circa 120 pezzi esposti provenienti dalla collezione privata Vascellari di Venezia, con il contributo di altre collezioni private, per ripercorrere la storia e i materiali usati dal Rinascimento negli “occhiali da naso” per trattenere gli occhiali davanti agli occhi. La nascita delle prime astine e la protezione solare, con occhiali appartenuti a importanti personaggi del passato.

 

Vi aspettiamo numerosi Domenica 26 Novembre alle 16.00 per l’inaugurazione presso Palazzo dei Trecento in Piazza dei Signori a Treviso.

 

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San Martin xe ‘ndà in sofita/ a trovar la so novissa./ So novissa no ghe gera,/ el xe ‘ndà col cuo par tera/ viva viva san Martin/ Viva el nostro re del vin!/

San Martin m’ha mandà qua/ che ghe fassa la carità./ Anca lu col ghe n’aveva,/ carità el ghe ne fasseva/ Viva viva san Martin/ Viva el nostro re del vin!/

Fè atension che semo tanti/ E gavemo fame tuti quanti/ Stè tenti a no darne poco/ Perché se no stemo qua un toco!/

Se si è ricevuto qualcosa si prosegue con:

E con questo ringraziemo/ Del bon anemo e del bon cuor/ ‘N altro ano tornaremo/ Se ghe piase al bon Signor/ E col nostro sachetin/ Viva, viva S.Martin./

Se non si è ricevuto niente invece si canta:

Tanti ciodi gh’è in sta porta/ Tanti diavoli che ve porta/ Tanti ciodi gh’è in sto muro/ Tanti bruschi ve vegna sul culo./

E CHE VE MORA EL PORSEO!

 

La vetrina questa volta è dedicata a San Martino, per la precisione la Festa che commemora San Martino di Tours, di cui riportiamo la breve storia. A Venezia viene celebrata con l’usanza di far andare i bambini per le botteghe a battere i coperchi e cantare almeno la prima strofa della filastrocca sopra. In cambio solitamente ricevono caramelle e dolcetti. La sera poi, in famiglia, si consuma il tradizionale dolce di pastafrolla, che quest’anno ci siamo fatti personalizzare.

 

San Martino di Tours viene ricordato l’11 novembre, sebbene questa non sia la data della sua morte, ma quella della sua sepoltura. Questa data è diventata una festa straordinaria in tutto l’Occidente, grazie alla sua popolare fama di santità e al numero notevole di cristiani che portavano il nome di Martino. Nel Concilio di Mâcon era stato deciso che sarebbe stata una festa non lavorativa.

La basilica a lui dedicata in Tours, l’edificio religioso francese più grande di quei tempi, fu tradizionale meta di pellegrinaggi medievali. Nel 1562, in seguito alle lotte di religione che insanguinarono la Francia, fu messa a sacco dai protestanti e le sue spoglie date alle fiamme, tanto era il suo richiamo simbolico. Durante il periodo della rivoluzione francese la basilica fu demolita quasi completamente; rimasero due torri, ancora oggi visibili. Nel 1884 fu progettata una nuova basilica che fu consacrata nel 1925.

Molte chiese in Europa sono dedicate a San Martino. Tra queste Lucca e Belluno hanno dedicato a San Martino la propria Cattedrale.

L’11 novembre i bambini delle Fiandre e delle aree cattoliche della Germania e dell’Austria, nonché dell’Alto Adige, partecipano a una processione di lanterne, ricordando la fiaccolata in barca che accompagnò il corpo del santo a Tours. Spesso un uomo vestito come Martino cavalca in testa alla processione. I bambini cantano canzoni sul santo e sulle loro lanterne. Il cibo tradizionale di questo giorno è l’oca. Secondo la leggenda, Martino era riluttante a diventare vescovo, motivo per cui si nascose in una stalla piena di oche; il rumore fatto da queste rivelò però il suo nascondiglio alla gente che lo stava cercando. In anni recenti la processione delle lanterne si è diffusa anche nelle aree protestanti della Germania, nonostante il fatto che la Chiesa protestante non riconosca il culto dei santi.

L’episodio delle oche è rimasto nella tradizione scandinava. Una volta si celebrava in tutta la Svezia, mentre ora è rimasto nella regione meridionale della Scania. La sera del 10 novembre si festeggia la tradizione con un menu a base di svartsoppa, zuppa a base di brodo, sangue (preferibilmente d’oca) e spezie, oca e torta di mele.

In Italia il culto del Santo è legato alla cosiddetta estate di San Martino la quale si manifesta, in senso meteorologico, all’inizio di novembre e dà luogo ad alcune tradizionali feste popolari. Nel comune abruzzese di Scanno, ad esempio, in onore di San Martino si accendono grandi fuochi detti “glorie di San Martino” e le contrade si sfidano a chi fa il fuoco più alto e durevole.

Nel veneziano l’11 novembre è usanza preparare il dolce di San Martino, un biscotto dolce di pasta frolla con la forma del Santo con la spada a cavallo, decorato con glassa di albume e zucchero ricoperta di confetti e caramelle; è usanza inoltre che i bambini della città lagunare intonino un canto d’augurio casa per casa e negozio per negozio, suonando padelle e strumenti di fortuna, in cambio di qualche monetina o qualche dolcetto (vedi Festa di San Martino).

A Palermo si preparano i biscotti di San Martino abbagnati nn’o muscatu (inzuppati nel vino moscato di Pantelleria), a forma di pagnottella rotonda grande come un’arancia e l’aggiunta nell’impasto di semi d’anice (o finocchio selvatico) che conferisce loro un sapore e un profumo particolare.

Nel Salento, in particolare a Lecce e provincia, il culto del Santo è molto sentito sia a livello religioso che folcloristico. Si organizzano imponenti pranzi e cene con famiglia e amici festeggiando con carne, castagne, pittule salentine e soprattutto vino. Spesso il giorno successivo viene concesso un ingresso posticipato a scuola o al lavoro.

In molte regioni d’Italia l’11 novembre è simbolicamente associato alla maturazione del vino nuovo (da qui il proverbio “A San Martino ogni mosto diventa vino”) ed è un’occasione di ritrovo e festeggiamenti nei quali si brinda, appunto, stappando il vino appena maturato e accompagnato da castagne o caldarroste. Sebbene non sia praticata una celebrazione religiosa a tutti gli effetti (salvo nei paesi dove San Martino è protettore), la festa di San Martino risulta comunque particolarmente sentita dalla popolazione locale.

Nel nord Italia, specialmente nelle aree agricole, fino a non molti anni fa tutti i contratti (di lavoro ma anche di affitto, mezzadria, ecc) avevano inizio (e fine) l’11 novembre, data scelta in quanto i lavori nei campi erano già terminati senza però che fosse già arrivato l’inverno. Per questo, scaduti i contratti, chi aveva una casa in uso la doveva lasciare libera proprio l’11 novembre e non era inusuale, in quei giorni, imbattersi in carri strapieni di ogni masserizia che si spostavano da un podere all’altro, facendo “San Martino”, nome popolare, proprio per questo motivo, del trasloco. Ancora oggi in molti dialetti e modi di dire del nord “fare San Martino” mantiene il significato di traslocare.

Una curiosità: nella antica Basilica di Santa Maria Assunta a Torcello, San Martino è raffigurato nel mosaico dei 4 grandi Dottori della Chiesa con AmbrogioAgostino e Gregorio Magno al posto di Girolamo.

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Martino_di_Tours

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71 anni fa Urbano scendeva la ripa sul Molinà per cominciare il suo primo lavoro retribuito. La fabbrica di Cargnel oramai era stata acquisita dalla famiglia Tabacchi e rinominata S.A.F.I.L.O. Ringraziamo quanti hanno festeggiato e condiviso con Ottica Vascellari il 70° appena trascorso e sempre avanti con entusiasmo!
Auguri Urbano!
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Hajo Wieder – Germany

 

 

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Ci scusiamo per tutte le email a cui non siamo riusciti a rispondere. Siamo stati vittime di un problema con il sito e con i server e le mail non arrivavano. Ora è tutto sistemato e siamo tornati online.

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Tutto ebbe inizio quando nel 1875 Achille Berry, oculista ventenne nativo di Annecy (Fr), aprì al n°1 di Via Roma la prima bottega ottica specializzata in fotografia e astronomia. Alcuni anni dopo i fratelli Ratti rilevarono l’attività e, oltre mezzo secolo dopo l’apertura del primo negozio, l’azienda Berry lanciò sul mercato il marchio Persol, ancora oggi sinonimo di occhiali da sole di alta gamma. Come vedremo in seguito, la famiglia Vascellari non sarà solo un testimone del processo di evoluzione del marchio, ma parte integrante della sua storia.

1917-1930

Il sogno prende il volo

Nel 1917 a Torino Giuseppe Ratti inizia la sua avventura destinata a culminare in un successo internazionale: comincia infatti, in un piccolo cortile di un’abitazione di via Caboto, a realizzare occhiali tecnicamente all’avanguardia pensati per aviatori e piloti sportivi.

Nascono così gli occhiali Protector. Realizzati con lenti rotonde affumicate, contornate di gomma e fissate alla testa da fasce elastiche, essi verranno presto adottati dalle Forze Armate e dai piloti dell’Aviazione Militare Italiana.

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Inizia da qui il fortunato percorso di una delle aziende italiane di maggiore successo. Negli anni successivi Ratti sceglierà, per segnare il lieto evento, un simbolo di buon auspicio per la sua fabbrica: la Cicogna. L’uccello dalle lunghe gambe racchiudente tra le ali le iniziali G.R. che per molto tempo sarà il marchio di fabbrica di Giuseppe Ratti.

Nella dotazione degli eroi

Grazie all’alta qualità, i Protector saranno usati da diverse aviazioni del mondo compresa quella americana. Li indossano, in questi anni, assi dell’automobilismo, del motociclismo e dell’aviazione. Personaggi quali Ferrarin, Chiron, Nazzaro, Fangio, Opessi, Bolognini e Ghersi sono alcuni tra i più famosi utilizzatori di un prodotto in continua evoluzione.

Un battesimo davvero speciale quello riservato ai Protector dal maggiore Gabriele d’Annunzio (per il quale fu creato un modello su misura) e dal capitano Natale Palli il 9 agosto del 1918 nello storico volo su Vienna, nonchè da Francesco De Pinedo nella sua trasvolata atlantica durata ben 193 ore!

 

 

 

Un “Cinesino” quale immagine di un mito nascente

Dalla penna di un grande disegnatore Eugenio Colmo, in arte Golia, prende vita nel 1920 il “Cinesino” che contraddistinguerà il negozio Berry di via Roma e accompagnerà, con le sue evoluzioni grafiche, l’occhiale per ben 50 anni nelle immagini pubblicitarie che caratterizzeranno i prodotti di Ratti, prima fra tutti la linea Persol che vedrà la luce in questi anni.

 

 

 

 

 

La straordinaria lente “brown”

L’amore per la botanica porterà Ratti, in collaborazione con un chimico tedesco, a realizzare sempre negli anni ‘20 la famosa lente di colore giallo-bruno in cristallo neutro, prodotto con silice purissima, che sarà montata su tutti gli occhiali Persol. La sua particolarità è dovuta ad uno speciale processo di lavorazione “in massa” che ne definisce la colorazione e garantisce un’altissima protezione dai raggi solari nocivi.

Protector: un concentrato di tecnologia alla conquista del mondo

 

È il 1924, e i Protector ottengono il primo di 14 brevetti internazionali! Composti di ben 41 pezzi, richiedenti 43 diverse operazioni di montaggio, i Protector conquistano nel 1927 anche il Dipartimento Militare della Svizzera. Ne vengono inviati inizialmente 200 paia, dopo un’attenta analisi da parte degli elvetici che interpellarono e si consultarono anche con comandi militari italiani e stranieri. La NASA adotterà in particolare il modello 4 vetri.

 

1930-1950

 

Per il sole: Per-sol

L’evoluzione successiva dei Protector, guidata dalla determinazione e dall’intuizione di voler creare un occhiale da sole veramente rivoluzionario per qualità e calzata, portò nel 1938 alla creazione del marchio Persol (ossia “per il sole”, per sottolineare la funzione protettiva dai raggi solari).

Caratteristiche straordinarie di questo innovativo prodotto saranno, oltre al design pulito e alle lenti in cristallo, orgoglio di Persol, la Freccia (dettaglio funzionale e fregio estetico inconfondibile) ed il Meflecto, ossia un sistema studiato per rendere le aste flessibili con il fine di offrire il massimo comfort nella calzata.

Meflecto: la flessibilità al servizio di una perfetta calzata

Alla fine degli anni ‘30 viene introdotto il sistema Meflecto, ossia la prima asta flessibile al mondo, tuttora elemento distintivo del marchio Persol: un’asta resa flessibile grazie all’introduzione di cilindri di nylon o di metallo, intersecati da un’anima di acciaio inox, che dona un comfort assoluto favorendo l’adattabilità ad ogni viso. Alla sua realizzazione collaborerà il fratello maggiore della nostra famiglia, Guerriero Vascellari, operaio specializzato dapprima presso la Lozza a Calalzo di Cadore e successivamente nella ditta Ratti tra il 1937 ed il 1939 prima della chiamata alle armi nelle truppe alpine. Sembrerebbe possa essersi trattato di una operazione di spionaggio industriale, ma non si hanno conferme in merito, nds.

Nel segno del comfort

In questi anni viene creato anche Persol Victor Flex: un’applicazione del concetto del Meflecto, ossia un vero e proprio concentrato di tecnologia, un occhiale leggero e confortevole, dotato di un ponte flessibile (detto “ponte tre intagli”, brevettato e ancora oggi utilizzato nel mod. 649), che permette una comoda curvatura aumentando così l’aderenza al viso. Nei nuovi modelli un rinforzo metallico interno è applicato alle aste al fine di permetterne la regolazione sia in lunghezza sia in curvatura.

Un simbolo d’eccezione: la Freccia

   Nel dopoguerra nasce la Freccia, l’inconfondibile simbolo di Persol: un attacco a cerniera che ha quale fregio decorativo una freccia sull’asta, ispirata dalla spada degli antichi guerrieri.

L’innovazione, nata dall’intuizione di Ratti in collaborazione con i suoi operai e tecnici, viene immediatamente brevettata in vari Paesi. Negli anni ottanta, allo scadere del brevetto, Guerriero Vascellari sarà richiamato a Torino quale testimone per il suo rinnovo. 

Numerose saranno le versioni della freccia (Victor, Invictor, ecc.) fino ad arrivare alla freccia “Supreme” che ancora oggi contraddistingue il marchio Persol. Dettaglio funzionale e fregio decorativo allo stesso tempo, la freccia porterà ben presto Persol ad essere riconosciuto (ed imitato!) in tutto il mondo per il suo particolarissimo stile.

 

1950-1970

Il modello 649 diviene leggenda

Nel 1957 nasce il modello 649, studiato per soddisfare le esigenze dei tranvieri di Torino che, guidando i vecchi tram aperti, avevano bisogno di un occhiale ampio per proteggersi dall’aria e dalla polvere.

L’originalità del suo design lo porta ad essere un occhiale di grande successo – copiato negli anni da numerosi concorrenti – fino ad essere consacrato a leggenda nel 1961 quando Marcello Mastroianni lo indossa nel film “Divorzio all’italiana”.

Un modello, il 649, ancor oggi estremamente attuale e presente in collezione, protetto da numerosi brevetti e marchi registrati, che rappresenta il simbolo per eccellenza del design Persol.

Per la sua particolarità, è infatti inserito nel volume francese del 1992 “Qualità: scene d’objets à l’italienne” tra gli oggetti nazionali più rappresentativi del genio creativo italiano di ieri e di oggi oltre ad essere esposto alla mostra “Fra Moda e Design, linea infinita” presso la Triennale di Milano accanto alle creazioni di Armani, Cartier, Mary Quant, Prada, Rolex, Samsonite, Valentino e molti altri a testimonianza dell’intramontabilità di un mito.

Ricerca ed espansione

Negli anni ‘60 Persol diventa un vero e proprio vanto per l’industria italiana. Viene aggiunta anche la produzione di occhiali da lavoro, i Labor, occhiali protettivi per saldatura, con filtri specifici per diversi utilizzi. Una linea che vive di ricerca e di specializzazione, che racchiude in sè oltre 35 brevetti internazionali e che porta il nome di Persol nei primi posti dell’industria ottica mondiale.

Il 1962 è poi l’anno della conquista del mercato statunitense (prima di allora Persol forniva tuttavia il modello “quattro vetri” direttamente alla NASA).

In questi anni, Persol viene sempre più indossato da grandi personaggi del nostro tempo, non solo piloti e sportivi ma divi del cinema e dello spettacolo come Greta Garbo e Steve McQueen, per esempio, che scelgono Persol sia sul set che nella vita di tutti i giorni.

1980 ad oggi

Testimonial

Persol ha talvolta affidato la propria immagine a testimonial d’eccezione: dai già citati Ornella Muti, Jean Alesi, Alberto Tomba e Carol Alt agli straordinari Maria Grazia Cucinotta e Alessandro Del Piero (testimonial Persol negli anni 1998-99) per arrivare a un altro personaggio sportivo, Filippo Inzaghi (testimonial della campagna 2004): grandi nomi che hanno preferito la leggenda Persol e ne hanno saputo interpretare, con eleganza ed originalità, tutto lo stile ed il carattere.

 

 

 

 

Persol e il cinema: una storia d’amore davvero speciale

Moltissimi sono i personaggi famosi che, nel corso degli anni, hanno scelto Persol e la sua qualità, divenendo testimonial silenziosi e spontanei del marchio: grandi sportivi, nomi di spicco dell’imprenditoria internazionale e, soprattutto, indiscusse celebrità del mondo del cinema, l’ambito privilegiato di Persol. Protagonisti di molti film, i modelli Persol vestono infatti gli sguardi di grandi nomi del cinema internazionale che hanno scelto gli occhiali da sole italiani per eccellenza non solo sui set cinematografici, ma anche nella vita di tutti i giorni: una lunga “filmografia” iniziata negli anni ’60 che cresce e continua tuttora, una storia d’amore davvero magica e speciale tra Persol e il cinema.

www.persol.com

 

Il video che segue, illustra brevemente quali oggetti abbiamo deciso di esporre per celebrare degnamente questo importantissimo anniversario.

 

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Scuola dell’Infanzia “Nicolò Tommaseo Sez. 1”

Questo mese siamo orgogliosi di dedicare la vetrina al 2° concorso fotografico per bambini e ragazzi, svoltosi a Maggio nel Cuore della città “Il mercato di Rialto”.

Il concorso, organizzato dal Comitato cittadini Campo Rialto Novo e adiacenze, presieduto da Gabriella Giaretta, ha come scopo l’intenzione di far cercare, trovare e osservare gli aspetti più significativi della vita del mercato di Rialto.

Esposte nella nostra vetrina alcune delle opere presentate al concorso, tra cui quelle fuori concorso dei bambini della Scuola dell’Infanzia “Nicolò Tommaseo”, inclusa la 1a classificata, scattata da Luna Fagarazzi.

Nella foto sono ritratti i bambini, futuro della nostra città, che sono personalmente venuti a consegnarci i loro lavori per allestire la vetrina.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Questo mese la vetrina è arricchita dalle opere di Gabriele Conchetto, bravissimo miniaturista, creatore di bellissimi quadri in 3D che riproducono nei minimi dettagli scorci della nostra meravigliosa città.

Questo mese affrontiamo anche l’argomento della protezione solare, ma come per tutte le cose che facciamo, lo affrontiamo in modo personalizzato. A tutti piacciono gli occhiali da sole alla moda, “fashion” per usare un termine molto “alla moda”. Bene, perchè non unire la moda delle lenti specchiate e la protezione offerta da filtri solari sfumati, specchiati, polarizzati, di qualità? Con noi è possibile farlo, ma non solo; è inoltre possibile scegliere il colore della lente da abbinare al colore della montatura, per ottenere così un pezzo unico che svolge anche perfettamente la sua funzione protettiva.

 

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Questa sezione è interamente dedicata a tutti coloro che vorrebbero acquistare una delle nostre montature, ma non riescono a venirci fisicamente a trovare per provarle addosso. In questa sezione del sito troverete diverse tipologie di montature, indossate da alcuni nostri clienti. Questo è stato fatto per dare la possibilità di avere un’idea di come possano stare le varie montature indossate e non solamente viste in un sito web.

 

Gente come noi

 

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La vetrina dedicata al Carnevale 2017 racconta la storia dei “piatti da frito’e”, grazie alla collezione privata di Giovanna e Franco Bellino http://www.francobellino.com/. Sono piatti in ottone lavorato a sbalzo (repoussè), martellati sul retro per creare una figura in rilievo sul davanti. Venivano usati solo per le frito’e, (frittelle in dialetto veneziano) che nel ‘700 furono proclamate “dolce nazionale della Repubblica Serenissima”.

Questi piatti vivono il loro momento di gloria tra Natale e il primo giono di Quaresima, per poi ritirarsi nell’ombra o decorare pareti di cucine o ripiani di credenze.

 

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