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Con il passare degli anni, la nostra vista cambia. In genere, con il superamento del 45° anno di età ci si accorge che la capacità di mettere a fuoco mentre leggiamo il giornale è diminuita. Ci stanchiamo nel leggere poche pagine di un libro e non siamo più perfettamente in grado di mettere a fuoco  le parole molto piccole a distanza ravvicinata. Purtroppo questo è un problema di carta d’identità che invecchia e non ci si può fare nulla. E’ arrivato il momento di mettere gli occhiali per poter leggere!

Fortunatamente al giorno d’oggi portare gli occhiali ha un impatto sociale notevolmente diverso rispetto a qualche decennio fa, quindi indossare gli occhiali non è più da considerarsi un difetto.

Non tutti hanno le stesse esigenze, però. Se parliamo anche di chi ha già un difetto con la visione da lontano, dover avere un paio di occhiali anche per la lettura può essere un fastidio, talvolta un vero e proprio problema.

Mai pensato alle lenti progressive?

Per prima cosa è necessario capire cosa sono le lenti progressive. Semplificando,  sono delle lenti  che danno la possibilità a chi le porta di mettere a fuoco un oggetto a qualsiasi distanza esso si trovi tra i 5m/infinito e i 33cm.

Sull’argomento lenti progressive c’è purtroppo molta confusione, alcuni hanno aspettative eccessive ed altri invece, essendo magari venuti a conoscenza di problemi vari avuti da parenti o amici, partono già prevenuti verso questo tipo di correzione ottica.

Innanzitutto occorre chiarire quali vantaggi e quali svantaggi offrono le lenti progressive.

1)Le lenti progressive non sono la panacea di tutti i mali visivi. Purtroppo non è possibile tornare indietro nel tempo e recuperare la vista che si aveva (chi l’aveva…) a vent’anni. Ciò detto, oggi  le lenti progressive costituiscono, nella maggioranza dei casi, il miglior compromesso tra le esigenze estetiche, funzionali e di praticità di utilizzo.

2)Occorre avere ben chiaro che le progressive, per imprescindibili esigenze legate alla costruzione della lente, richiedono per funzionare correttamente che il portatore si abitui a indirizzare correttamente lo sguardo nelle zone dedicate a ciascuna area di visione: parte alta per la visione da lontano, parte bassa (centrale) per il vicino, ecc.. Pertanto il porsi nei confronti di questo mezzo visivo con un atteggiamento di opposizione (“non accetto di abbassare la testa per fare le scale, o di ruotarla per vedere lo specchietto della macchina ecc. ecc.”) porterà sicuramente all’insuccesso.

3)Bisogna anche sfatare il mito secondo cui le progressive siano lenti “universali”, cioè che vadano bene in tutte le condizioni. In realtà sarebbe più giusto considerarle come lenti “generaliste”, cioè che danno una visione mediamente buona in molte condizioni, ma ci sono situazioni particolari in cui altre soluzioni possono dare risultati migliori, e di molto. In particolare, all’uso in ufficio e/o all’utilizzo prolungato sul computer, situazione in cui quasi tutte le progressive mostrano il proprio punto debole. Diventa allora compito dell’ottico consigliare il mezzo correttivo più idoneo a quelle specifiche condizioni di utilizzo (nel caso specifico, ad esempio, una lente degressiva vicino-intermedio). Sulle prime può sembrare assurdo, dopo aver speso 600 euro per un occhiale progressivo, doverne spendere altre 300 per un occhiale da lasciare in ufficio, ma vi assicuro che i benefìci in termini di qualità della visione sono talmente notevoli da far passare in secondo piano tutto il resto, e d’altronde qualcuno di voi per caso utilizza lo stesso paio di scarpe tutto l’anno in ogni circostanza? O non avete piuttosto le scarpe estive, quelle invernali, quelle eleganti, quelle da passeggio, quelle da trekking ecc…? Lo stesso dovrebbe avvenire con gli occhiali, non un solo occhiale per tutto ma più occhiali specifici per le varie attività.

Fatte queste premesse, occorre poi dire che per la perfetta riuscita di un occhiale con lenti progressive occorrono 3 cose, ugualmente importanti:

1)Una prescrizione il più possibile accurata. Non voglio qui rischiare di aprire una inutile polemica, su chi sia più bravo tra gli ottici e gli oculisti, dico solo che siamo tutti umani e che pertanto anche il luminare più accreditato talvolta può dare una prescrizione errata che vanifica ogni sforzo di messa a punto dell’occhiale.

2)La qualità della lente. Su questo punto occorre essere chiari, se qualcuno pensa di acquistare una Panda avendo poi prestazioni da Ferrari, è fuori strada. Come in tutte le cose, anche qui vale la regola che “chi più spende, più ha”, pertanto prima di dare del “ladro” all’ottico che magari vi ha fatto il preventivo più alto, cercate di capire che prodotto sta utilizzando, e se poi volete andare al risparmio, non pretendete prestazioni da Ferrari, ma accontentatevi di quelle della Panda!!!

3)L’accuratezza e la professionalità nella rilevazione dei parametri e nel successivo montaggio delle lenti sulla montatura. Errori su questi aspetti sono in grado di annullare i vantaggi delle lenti più costose, pertanto rivolgetevi sempre a un ottico di cui avete piena fiducia (meglio ancora se optometrista) e cercate di avere con lui un rapporto di confronto sereno e costruttivo. Evitate, se possibile, gli “scontisti”, perchè, come già detto, nessuno regala niente.

Un ultima cosa, se il vostro progressivo non funziona non portatelo dall’oculista. L’oculista è lo specialista sanitario che si occupa della salute oculare, nella stragrande maggioranza dei casi non sa nulla di lenti progressive (se sa qualcosa è per suo interesse personale e non per il suo percorso di studi), non conosce le varie tipologie di lenti sul mercato, non è in grado di determinarne la centratura e soprattutto non possiede nessuno strumento per valutare la qualità della lente e del lavoro svolto dall’ottico, per cui alle vostre domande su questi argomenti non potrà che abbozzare una risposta di circostanza. Se avete problemi con il vostro progressivo, tornate dall’ottico, e, se non sarete soddisfatti, piuttosto cambiate ottico!!!

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