Detrazione fiscale

“Prodotto con marcatura CE” e dichiarazione redditi

La presentazione della dichiarazione dei redditi 2013 presenta alcune novità per la detrazione degli occhiali, delle lenti a contatto e dei prodotti per la loro manutenzione. Le novità riguardano la marcatura CE dei prodotti acquistati per ottenere la loro defiscalizzazione. Poichè alcuni Caaf in questi giorni stanno creando alcune difficoltà alla propria clientela osservando in maniera restrittiva la normativa, qui di seguito pubblichiamo un documento per evitare tali disguidi alla nostra stimata clientela.

L’Agenzia delle Entrate già con la circolare n. 20/E, del 13 maggio 2011, sulla base del parere acquisito dal Ministero della Salute in merito alla nozione di Dispositivo Medico (tra cui sono compresi occhiali da vista, lenti a contatto e liquidi per lac), ha indicato le modalità di detrazione delle spese sostenute per l’acquisto dei dispositivi stessi.

A seguito della richiesta di semplificazione di Federottica, l’Agenzia delle Entrate, con la risposta prot. 954-64040 del 20 giugno 2012, ha chiarito che per i prodotti venduti dagli ottici (ad esempio: occhiali da vista, lenti a contatto e liquidi per lenti a contatto) è sufficiente integrare lo scontrino fiscale/fattura con la dicitura “Prodotto con marcatura CE”.

Consideriamo pertanto tale data 20 Giugno 2012 per l’obbligatorietà di tale scritta sullo scontrino od in fattura. Nel caso alla fattura sia allegato lo scontrino con tale dicitura non è necessario che la stessa dicitura sia presente anche nel foglio della fattura.

E’ obbligatorio però che il cliente presentando i documenti per la detrazione fiscale esibisca per le fatture emesse dal 01 Gennaio 2012 al 20 Giugno 2012 anche la “Dichiarazione di Conformità” rilasciata contemporaneamente alla consegna dell’occhiale.

Avvisiamo che alcuni clienti potrebbero non essere in possesso dello scontrino con tale dicitura per un breve periodo successivo al 20 Giugno, a causa dei tempi tecnici per i manutentori di tali apparecchiature fiscali al fine di aggiornare lo scontrino. Sarà sufficente perciò, come riportato precedentemente, presentare la “Dichiarazione di Conformità”.

Ricordiamo inoltre che non è obbligatorio avere una prescrizione medica ma è sufficiente che nella apposita fattura sia indicato il difetto refrattivo corretto.

Sono inoltre detraibili i prodotti per la manutenzione delle lenti a contatto e le lenti acquistabili direttamente al banco (lenti disposable) purchè nello scontrino sia riportata la natura dei beni, il codice fiscale del cliente e la dicitura “Prodotto con marcatura CE” oppure presentando la scatola od il bugiardino del prodotto stesso.

Maggiori informazioni

Utilizzo delle lenti a contatto

AVVERTENZE SULL’UTILIZZO E SULLA MANUTENZIONE DELLE LENTI A CONTATTO

1. Applicare le lenti a contatto dopo un’ora dal risveglio per permettere la riossigenazione corneale. Se possibile toglierle a metà giornata per una o due ore. Rimuoverle almeno un’ora prima di chiudere gli occhi per dormire. Un porto ideale non prevede un uso giornaliero superiore alle 8-12 ore seguendo i consigli precedenti.

2. Non indossare la lente a contatto se presenta rotture centrali o lungo il bordo.

3. Non utilizzare le lenti a contatto per un tempo superiore a quello previsto dal costruttore per evitare danni oculari anche gravi (trapianto corneale): fa riferimento il giorno di apertura del blister

4. Rispettare sempre i tempi di validità dei prodotti per la manutenzione delle lenti a contatto. Tali prodotti non devono mai essere scaduti. Il periodo di validità è legato alla data di apertura della confezione, indipendentemente dal suo utilizzo effettivo. La soluzione unica non va utilizzata per più di 3 mesi a partire dalla data di apertura.

5. Ricordarsi di cambiare il portalenti ogni 3/6 mesi circa.

6. Lavare e asciugare sempre con cura le mani prima dell’utilizzo o rimozione delle lenti a contatto .

7. Non toccare mai il beccuccio del flacone con le mani e richiudere sempre il tappo dopo l’uso della soluzione per le lenti a contatto.

8. Eliminare sempre la soluzione contenuta nel portalenti dopo l’applicazione sciacquando quest’ultimo con la soluzione stessa o con acqua  corrente e facendola asciugare all’aria. Seguire le norme igieniche è indispensabile per evitare di contrarre agenti infettanti anche molto pericolosi quali pseudomonas aeruginosa acanthamoeba (distruzione della cornea in 12-24 ore). Per evitare l’ acanthamoeba non venire mai a contatto con acqua corrente, di piscina o mare e asciugare sempre bene le mani prima dell’applicazione. Se in piscina necessitate dell’uso delle lentine (meglio sarebbe un occhialino da nuoto graduato), preferite una lente giornaliera da gettare subito dopo l’uso, poichè anche l’occhialino da nuoto indossato sulle lentine non garantisce la perfetta tenuta dell’acqua.

9. Non indossare le lenti a contatto con gli occhi irritati e arrossati.

10. Truccarsi dopo l’inserimento della lente a contatto e struccarsi dopo la sua rimozione.

11. Usare le lenti a contatto inizialmente per 2 ore, aumentando di un’ora al giorno. Quando non si indossano le lenti a contatto da più giorni è sconsigliabile usarle poi per un’intera giornata.

12. E’ sconsigliabile indossare le lenti a contatto durante un viaggio in aereo.

13. Non appisolarsi o dormire con le lenti a contatto non idonee a tale uso.

14. Evitare di condividere le lenti a contatto  con altre persone.

15. Ogni qual volta si procede all’inserimento delle lenti a contatto, verificare il loro stato di integrità e quello del blister che le contiene. Assicurarsi che la lente a contatto sia immersa nella soluzione.

 

DECRETO MINISTERIALE PUBBLICATO SULLA G.U. N. 64 DEL 18/03/03, ART. 1 COMMA 3

 

. L’applicazione e l’uso delle lenti a contatto possono essere eseguiti solo quando le condizioni anatomo-funzionali dell’occhio del paziente lo consentono. Esistono infatti alcuni fattori di rischio, rilevabili dallo specialista, che possono risultare responsabili di complicanze o dell’insorgenza di fenomeni di intolleranza.

. Il medico specialista e l’ottico applicatore della lente sono consapevoli di tali problemi e solo dopo un accurato esame del soggetto possono consigliare o meno l’uso delle lenti a contatto.

. Per utilizzare le lenti a contatto in sicurezza è necessario seguire attentamente le istruzioni d’uso per una corretta applicazione, rimozione, pulizia e manutenzione.

. Al fine di evitare danni agli occhi è importante verificare l’assenza di controindicazioni dal medico oculista e sottoporsi a controlli periodici.

. Utilizzare le lenti a contatto sterili e non oltre il periodo raccomandato.

. Al termine del periodo di utilizzo raccomandato nella confezione (giornaliero, bisettimanale,mensile, ecc.) le lenti dovranno essere sostituite con un nuovo paio.

. E’ necessario rimuovere le lenti e consultare il medico in caso di arrossamenti, bruciori, sensazione di corpo estraneo o eccessiva lacrimazione, vista offuscata o altri disturbi della vista.

. I farmaci diuretici, antistaminici, decongestionanti, tranquillanti possono provocare secchezza dell’occhio, in tal caso consultare il medico oculista.

. Se una sostanza chimica viene a contatto con gli occhi, sciacquare immediatamente e recarsi subito dal medico.

. Evitare l’esposizione a vapori nocivi o lacche per capelli.

. Utilizzare sempre soluzioni per lenti a contatto non scadute ogni volta che si ripongono le lenti e non usare mai acqua a corrente per risciacquarle.

. Non mettere mai le lenti in bocca per umidificarle.

. Consultare il medico per le modalità di utilizzo durante le attività sportive.

. Evitare l’uso di lenti a contatto in occasione di bagni al mare, in piscina e di docce nei luoghi pubblici.

. Evitare l’uso di saponi contenenti creme, lozioni od oli cosmetici prima di utilizzare le lenti.

. L’inosservanza delle norme per la corretta utilizzazione delle lenti a contatto può provocare gravi danni all’occhio.

. Raramente possono verificarsi ulcere corneali responsabili di menomazioni visive.

. Il rischio di contrarre la cheratite ulcerosa aumenta in caso di inosservanza delle norme d’igiene e di uso in caso di utilizzo delle lenti per un tempo più prolungato rispetto a quello raccomandato.

. Il rischio di cheratite ulcerosa aumenta notevolmente nei fumatori.

. Le lenti a contatto con protezione UV non sostituiscono gli occhiali da sole perchè non ricoprono totalmente l’intero segmento anteriore. Pertanto i portatori di lenti a contatto devono continuare a portare gli occhiali da sole in caso di esposizione ai raggi UV.

Lenti progressive

Con il passare degli anni, la nostra vista cambia. In genere, con il superamento del 45° anno di età ci si accorge che la capacità di mettere a fuoco mentre leggiamo il giornale è diminuita. Ci stanchiamo nel leggere poche pagine di un libro e non siamo più perfettamente in grado di mettere a fuoco  le parole molto piccole a distanza ravvicinata. Purtroppo questo è un problema di carta d’identità che invecchia e non ci si può fare nulla. E’ arrivato il momento di mettere gli occhiali per poter leggere!

Fortunatamente al giorno d’oggi portare gli occhiali ha un impatto sociale notevolmente diverso rispetto a qualche decennio fa, quindi indossare gli occhiali non è più da considerarsi un difetto.

Non tutti hanno le stesse esigenze, però. Se parliamo anche di chi ha già un difetto con la visione da lontano, dover avere un paio di occhiali anche per la lettura può essere un fastidio, talvolta un vero e proprio problema.

Mai pensato alle lenti progressive?

Per prima cosa è necessario capire cosa sono le lenti progressive. Semplificando,  sono delle lenti  che danno la possibilità a chi le porta di mettere a fuoco un oggetto a qualsiasi distanza esso si trovi tra i 5m/infinito e i 33cm.

Sull’argomento lenti progressive c’è purtroppo molta confusione, alcuni hanno aspettative eccessive ed altri invece, essendo magari venuti a conoscenza di problemi vari avuti da parenti o amici, partono già prevenuti verso questo tipo di correzione ottica.

Innanzitutto occorre chiarire quali vantaggi e quali svantaggi offrono le lenti progressive.

1)Le lenti progressive non sono la panacea di tutti i mali visivi. Purtroppo non è possibile tornare indietro nel tempo e recuperare la vista che si aveva (chi l’aveva…) a vent’anni. Ciò detto, oggi  le lenti progressive costituiscono, nella maggioranza dei casi, il miglior compromesso tra le esigenze estetiche, funzionali e di praticità di utilizzo.

2)Occorre avere ben chiaro che le progressive, per imprescindibili esigenze legate alla costruzione della lente, richiedono per funzionare correttamente che il portatore si abitui a indirizzare correttamente lo sguardo nelle zone dedicate a ciascuna area di visione: parte alta per la visione da lontano, parte bassa (centrale) per il vicino, ecc.. Pertanto il porsi nei confronti di questo mezzo visivo con un atteggiamento di opposizione (“non accetto di abbassare la testa per fare le scale, o di ruotarla per vedere lo specchietto della macchina ecc. ecc.”) porterà sicuramente all’insuccesso.

3)Bisogna anche sfatare il mito secondo cui le progressive siano lenti “universali”, cioè che vadano bene in tutte le condizioni. In realtà sarebbe più giusto considerarle come lenti “generaliste”, cioè che danno una visione mediamente buona in molte condizioni, ma ci sono situazioni particolari in cui altre soluzioni possono dare risultati migliori, e di molto. In particolare, all’uso in ufficio e/o all’utilizzo prolungato sul computer, situazione in cui quasi tutte le progressive mostrano il proprio punto debole. Diventa allora compito dell’ottico consigliare il mezzo correttivo più idoneo a quelle specifiche condizioni di utilizzo (nel caso specifico, ad esempio, una lente degressiva vicino-intermedio). Sulle prime può sembrare assurdo, dopo aver speso 600 euro per un occhiale progressivo, doverne spendere altre 300 per un occhiale da lasciare in ufficio, ma vi assicuro che i benefìci in termini di qualità della visione sono talmente notevoli da far passare in secondo piano tutto il resto, e d’altronde qualcuno di voi per caso utilizza lo stesso paio di scarpe tutto l’anno in ogni circostanza? O non avete piuttosto le scarpe estive, quelle invernali, quelle eleganti, quelle da passeggio, quelle da trekking ecc…? Lo stesso dovrebbe avvenire con gli occhiali, non un solo occhiale per tutto ma più occhiali specifici per le varie attività.

Fatte queste premesse, occorre poi dire che per la perfetta riuscita di un occhiale con lenti progressive occorrono 3 cose, ugualmente importanti:

1)Una prescrizione il più possibile accurata. Non voglio qui rischiare di aprire una inutile polemica, su chi sia più bravo tra gli ottici e gli oculisti, dico solo che siamo tutti umani e che pertanto anche il luminare più accreditato talvolta può dare una prescrizione errata che vanifica ogni sforzo di messa a punto dell’occhiale.

2)La qualità della lente. Su questo punto occorre essere chiari, se qualcuno pensa di acquistare una Panda avendo poi prestazioni da Ferrari, è fuori strada. Come in tutte le cose, anche qui vale la regola che “chi più spende, più ha”, pertanto prima di dare del “ladro” all’ottico che magari vi ha fatto il preventivo più alto, cercate di capire che prodotto sta utilizzando, e se poi volete andare al risparmio, non pretendete prestazioni da Ferrari, ma accontentatevi di quelle della Panda!!!

3)L’accuratezza e la professionalità nella rilevazione dei parametri e nel successivo montaggio delle lenti sulla montatura. Errori su questi aspetti sono in grado di annullare i vantaggi delle lenti più costose, pertanto rivolgetevi sempre a un ottico di cui avete piena fiducia (meglio ancora se optometrista) e cercate di avere con lui un rapporto di confronto sereno e costruttivo. Evitate, se possibile, gli “scontisti”, perchè, come già detto, nessuno regala niente.

Un ultima cosa, se il vostro progressivo non funziona non portatelo dall’oculista. L’oculista è lo specialista sanitario che si occupa della salute oculare, nella stragrande maggioranza dei casi non sa nulla di lenti progressive (se sa qualcosa è per suo interesse personale e non per il suo percorso di studi), non conosce le varie tipologie di lenti sul mercato, non è in grado di determinarne la centratura e soprattutto non possiede nessuno strumento per valutare la qualità della lente e del lavoro svolto dall’ottico, per cui alle vostre domande su questi argomenti non potrà che abbozzare una risposta di circostanza. Se avete problemi con il vostro progressivo, tornate dall’ottico, e, se non sarete soddisfatti, piuttosto cambiate ottico!!!

Utilizzo degli occhiali da vista

Particolare cura viene usata dal nostro personale del laboratorio oftalmico che assembla i vostri occhiali da vista garantendo un prodotto finito perfettamente conforme alle vostre esigenze.
Il dialogo e la stretta collaborazione con il cliente ci aiutano a interpretare e a rispettare in ogni momento le vostre richieste e aspettative, per offrirvi un servizio ineccepibile.
Sono disponibili tutte le lenti delle migliori aziende oftalmiche e in particolare vi consigliamo:

  • Lenti progressive
  • Lenti da lettura dinamica (specifiche per chiunque necessiti di leggere a distanze variabili)
  • Lenti polarizzate monofocali e progressive.
  • Lenti organiche alto indice (estetiche e protettive)
  • Trattamenti antiriflettenti e indurenti
  • Trattamenti fotoprotettivi UV e filtri per patologie retiniche Convenzionati con il Sistema Sanitario Nazionale (U.L.S.S.) per forniture protesi agli aventi diritto.

ISTRUZIONI PER L’USO DELL’OCCHIALE DA VISTA

L’occhiale fornito è un dispositivo su misura e come tale destinato a un singolo utente. Esso non è destinato a condizioni di uso estreme, che ne potrebbero determinare un danneggiamento e un rischio per chi lo indossa (attività sportive, attività lavorative o hobby con proiezioni di sostanze e materiali, ecc. ) se non diversamente indicato.

Avvertenze:

. Evitare di lasciare l’occhiale con le lenti rivolte su superfici di appoggio, piani di lavoro o sedili per evitare danneggiamenti accidentali.

. Evitare di coricarsi o di addormentarsi con l’occhiale calzato.

. Riporre sempre l’occhiale nella sua custodia.

. Se l’occhiale è realizzato per la visione da vicino non è idoneo per altri scopi.

. ATTENZIONE: l’uso di occhiali in veicoli muniti di air-bag  può essere pericoloso se si utilizzano lenti minerali non temprate. L’impatto con l’air-bag in portatori di occhiali può presentare rischi.

Indicazioni per un uso corretto:

. Calzare l’occhiale e rimuoverlo dal viso impugnando entrambe le aste.

. Se si evidenziano modificazioni di posizione dell’occhiale sul viso (l’occhiale calza diversamente da come impostato), tornare dall’ottico-optometrista per ripristinare un assetto corretto.

. Prestare attenzione nello svolgimento di gesti quotidiani che potrebbero interagire con l’occhiale.

. Se non è possibile riporre l’occhiale nel suo astuccio, evitare di appoggiarlo con le lenti a contatto di superfici, corpi o sostanze che potrebbero danneggiarlo.

. Non dimenticare l’occhiale, specialmente in materiale plastico, vicino a fonti di calore e non sottoporlo a condizioni ambientali a rischio, come nel caso di sauna, casco da parrucchiera, cruscotto auto esposto al sole, ecc.

Manutenzione:

. Sottoporre  a periodica verifica il serraggio delle viti su anelli ed aste della montatura, per evitare fuoriuscite delle lenti.

. Sostituire placchette e terminali in gomma in caso di rottura.

Pulizia:

. Usare solo prodotti consigliati dall’ottico-optometrista ed eventualmente detergenti neutri liquidi ed asciugarlo con tesuto appropriato.

. In mancanza di prodotti consigliati ricorrere ad acqua.

. Non usare agenti aggressivi e neppure detergenti non specifici, se non diversamente indicato.

Occhiali con lenti colorate:

. Le lenti sono state colorate con un filtro solare. E’ importante utilizzarle solamente nei limiti previsti dalla classe del filtro fornito:

CLASSE    TRASMISSIONE    INTENSITA’    INDICAZIONI D’USO

0                da 80% a 100%           A                          Interni, guida notte

Ricordare che un occhiale non può restare invariato per tutta la vita, e quindi saranno necessari aggiornamenti periodici o quantomeno periodici controlli.

Patente di guida

Requisiti minimi per il conseguimento della patente di guida automobilistica

Decreto Ministero dei Trasporti – 30/11/2010 – Requisiti psicofisici

OGGETTO: Recepimento della direttiva 2009/112/CE della Commissione del 25 agosto 2009, recante modifica della direttiva 91/439/CEE del Consiglio concernente la patente di guida.
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
DECRETO MINISTERIALE
30 novembre 2010
(G.U. n. 301 del 27.12.2010)
Recepimento della direttiva 2009/112/CE della Commissione del 25 agosto 2009, recante modifica della direttiva 91/439/CEE del Consiglio concernente la patente di guida.
IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
Visto il decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e successive modifiche ed integrazioni, recante “Nuovo codice della strada”;
Visto il titolo IV del citato codice della strada recante: “Guida dei veicoli e conduzione degli animali”;
Visto l’art. 229 del medesimo codice che rinvia a decreti dei Ministri della Repubblica il recepimento, secondo le competenze loro attribuite, di direttive comunitarie afferenti alle materie disciplinate dallo stesso codice;
Vista la direttiva n. 91/439/CEE del Consiglio, del 29 luglio 1991, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee n. L 237 del 24 agosto 1991;
Vista la direttiva 2009/112/CE della Commissione del 25 agosto 2009, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee n. L 223 del 26 agosto 2009, recante modifica della direttiva 91/439/CEE del Consiglio concernente la patente di guida;
Visto il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 30 settembre 2003, n. 40T, recante “Disposizioni comunitarie in materia di patenti di guida e recepimento della direttiva 2000/56/CE” pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 15 aprile 2004, n. 88 in particolare l’allegato terzo recante “Norme minime concernenti l’idoneità fisica e mentale per la guida di un veicolo a motore”;
Ritenuto necessario modificare l’allegato III del citato decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 30 settembre 2003, n. 40T, in conformità con le disposizioni introdotte dalla direttiva 2009/112/CE;
Vista la nota prot. I.4.CD.2.2 dell’8 ottobre 2010 con cui il Ministero della salute ha trasmesso il documento elaborato dal gruppo tecnico di lavoro costituito presso detto Ministero con decreto dirigenziale 9 ottobre 2009 al fine di individuare criteri di valutazione dell’idoneità psicofisica alla guida di veicoli a motore di soggetti affetti da patologie della vista, diabete o epilessia, sulla base delle nuove norme comunitarie;
Adotta
il seguente decreto:
Recepimento della direttiva 2009/112/CE della Commissione del 25 agosto 2009, recante modifica della direttiva 91/439/CEE del Consiglio concernente la patente di guida.
Art. 1
1. È recepita la direttiva 2009/112/CE. Il rilascio e la conferma di validità della patente di guida a soggetti con patologie a carico dell’apparato visivo, diabetici o epilettici è subordinato all’accertamento dei requisiti previsti dagli allegati I, II e III, facenti parte integrante del presente decreto.
2. I punti 6, 10 e 12 dell’allegato III al decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 30 settembre 2003, n. 40T, sono abrogati.
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 30 novembre 2010
Il Ministro: MATTEOLI

Allegato I al DM 30.11.2010
Ai fini del presente allegato, i conducenti sono classificati in due gruppi:
a) Gruppo 1: conducenti di veicoli delle categorie A, B, B + E e delle sottocategorie A1 e B1
b) Gruppo 2: conducenti di veicoli delle categorie C, C + E, D, D + E e delle sottocategorie C1, C1 + E, D1 e D1 + E

VISTA
1. II candidato al conseguimento della patente di guida (ovvero chi deve rinnovarla o ha l’obbligo di revisione ai sensi dell’art. 128 del codice della strada) deve sottoporsi a esami appropriati per accertare la compatibilità delle sue condizioni visive con la guida di veicoli a motore. Dovranno essere valutati con particolare attenzione: acutezza visiva, campo visivo, visione crepuscolare, sensibilità all’abbagliamento e al contrasto, diplopia e altre funzioni visive che possono compromettere la guida sicura. Se c’è motivo di dubitare che la sua vista non sia adeguata, il candidato deve essere esaminato dalla Commissione Medica Locale.
Per i conducenti appartenenti al gruppo 1 che non soddisfano le norme riguardanti il campo visivo e l’acutezza visiva, il rilascio della patente può essere autorizzato da parte della Commissione medica locale in “casi eccezionali”, correlati alla situazione visiva del conducente, ponendo limitazioni riguardo alla guida.
In questi casi il conducente deve essere sottoposto a visita dalla Commissione che verifica, avvalendosi di accertamenti da parte di medico specialista oculista anche l’assenza di altre patologie che possono pregiudicare la funzione visiva, fra cui la sensibilità all’abbagliamento, al contrasto, la visione crepuscolare, eventualmente avvalendosi anche di prova pratica di guida. La documentazione sanitaria inerente agli accertamenti posti a base del giudizio espresso dovrà restare agli atti per almeno cinque anni.

Gruppo 1

2. Il candidato al rilascio o al rinnovo della patente di guida deve possedere un’acutezza visiva binoculare complessiva, anche con correzione ottica, se ben tollerata, di almeno 7/10, raggiungibile sommando l’acutezza visiva posseduta da entrambi gli occhi, purché il visus nell’occhio che vede peggio non sia inferiore a 2/10.
Il campo visivo binoculare posseduto deve consentire una visione in orizzontale di almeno 120 gradi, con estensione di non meno di 50 gradi verso destra o verso sinistra e di 20 gradi verso l’alto e verso il basso. Non devono essere presenti difetti in un raggio di 20 gradi rispetto all’asse centrale, inoltre deve essere posseduta una visione sufficiente in relazione all’illuminazione crepuscolare, un idoneo tempo di recupero dopo abbagliamento e un’idonea sensibilità al contrasto, in caso di insufficienza di tali due ultime funzioni la Commissione medica locale può autorizzare la guida solo alla luce diurna.
Qualora sia rilevata o dichiarata una malattia degli occhi progressiva, la patente di guida può essere rilasciata o rinnovata dalla Commissione con validità limitata nella durata e se del caso con limitazione per la guida notturna, avvalendosi di consulenza da parte di medico specialista oculista.
3. Il candidato al rilascio o al rinnovo della patente di guida monocolo, organico o funzionale, deve possedere un’acutezza visiva di non meno 8/10, raggiungibile anche con lente correttiva se ben tollerata. Il medico monocratico deve certificare che tale condizione di vista monoculare esiste da un periodo di tempo sufficientemente lungo (almeno sei mesi) da consentire l’adattamento del soggetto e che il campo visivo consenta una visione in orizzontale di almeno 120 gradi e di non meno di 60 gradi verso destra o verso sinistra e di 25 gradi verso l’alto e 30 gradi verso il basso. Non devono essere presenti difetti in un raggio di 30 gradi rispetto all’asse centrale, inoltre deve essere posseduta una visione sufficiente in relazione all’illuminazione crepuscolare e dopo abbagliamento con idoneo tempo di recupero e idonea sensibilità al contrasto, tali condizioni devono essere opportunamente verificate.
Nel caso in cui uno o più requisiti non sono presenti il giudizio viene demandato alla Commissione medica locale che, avvalendosi di consulenza da parte di medico specialista oculista, valuta con estrema cautela se la patente di guida può essere rilasciata o rinnovata, eventualmente con validità limitata nella durata e se del caso con limitazione per la guida notturna.
4. A seguito di diplopia sviluppata recentemente o della perdita improvvisa della visione in un occhio, ai fini del raggiungimento di un adattamento adeguato non è consentito guidare per un congruo periodo di tempo, da valutare da parte di medico specialista oculista; trascorso tale periodo, la guida può essere autorizzata dalla Commissione medica locale, acquisito il parere di un medico specialista oculista, eventualmente con prescrizione di validità limitata nella durata e se del caso con limitazione per la guida notturna.

Gruppo 2

5. Il candidato al rilascio o al rinnovo della patente di guida deve possedere una visione binoculare con un’acutezza visiva, se del caso raggiungibile con lenti correttive, di almeno 8/10 per l’occhio più valido e di almeno 4/10 per l’occhio meno valido. Se per ottenere i valori di 8/10 e 4/10 sono utilizzate lenti correttive, l’acutezza visiva minima (8/10 e 4/10) deve essere ottenuta o mediante correzione per mezzo di lenti a tempiale con potenza non superiore alle otto diottrie come equivalente sferico o mediante lenti a contatto anche con potere diottrico superiore. La correzione deve risultare ben tollerata.
Il campo visivo orizzontale binoculare posseduto deve essere di almeno 160 gradi, con estensione di 80 gradi verso sinistra e verso destra e di 25 gradi verso l’alto e 30 verso il basso. Non devono essere presenti binocularmente difetti in un raggio di 30 gradi rispetto all’asse centrale.
6. La patente di guida non deve essere rilasciata o rinnovata al candidato o al conducente che presenta significative alterazioni della visione crepuscolare e della sensibilità al contrasto e una visione non sufficiente dopo abbagliamento, con tempo di recupero non idoneo anche nell’occhio con risultato migliore o diplopia.
A seguito della perdita della visione da un occhio o di gravi alterazioni delle altre funzioni visive che permettevano l’idoneità alla guida o di insorgenza di diplopia deve essere prescritto un periodo di adattamento adeguato, non inferiore a sei mesi, in cui non è consentito guidare. Trascorso tale periodo la Commissione medica locale, acquisito il parere di un medico specialista oculista può consentire la guida con eventuali prescrizioni e limitazioni.