Itinerario NORD

Partendo da Piazzale Roma in direzione Rialto, passando per la ferrovia, la prima visita dell’itinerario a nord della città, sulla sinistra del Canal Grande, è dedicata a Santa Lucia.
Abbiamo visto poco sopra che occorreva terreno per la stazione ferroviaria e pertanto la chiesa di Santa Lucia nel 1860 fu destinata alla demolizione e il corpo della Santa fu traslato in altro luogo.

Percorrendo la Lista di Spagna a cinque minuti dalla stazione, sulla destra incontrerete la chiesa dei Santi Geremia e Lucia.

San Geremia

La traslazione delle spoglie avvenne l’11 Luglio 1860 presso la chiesa di San Geremia. Il sacro corpo rimase per sette giorni sull’altar maggiore per poi esser posto su un altare laterale in attesa che fosse ultimata la nuova cappella. Costruita con il materiale del presbiterio della demolita chiesa di S. Lucia, su modello palladiano, fu inaugurata tre anni dopo, l’11 luglio 1863. Per maggiori dettagli circa la storia di S. Lucia potete visitare il sito:
http://digilander.libero.it/santigeremiaelucia/storiasantalucia.htm
Nel 1935 il patriarca Angelo Roncalli, il futuro Papa Giovanni XXIII di Santa Memoria, volle che le sacre reliquie fossero ancor più degnamente valorizzate.
Lo stato del santo corpo è meraviglioso, tuttavia Egli suggerì l’esecuzione di una maschera d’argento che coprisse il volto. Il risultato fu veramente sorprendente: Lucia sembra dormire, gli occhi chiusi, i capelli fluenti.
Vestita di porpora e oro, la mano destra esce dalle larghe maniche della tunica, il capo poggia sopra un cuscino di damasco, il corpo su un materassino di seta gialla.

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All’interno è visibile un bellissimo dipinto della martire creato da Jacopo Palma il Giovane

SantaLucia

Terminata la visita alla Santa, continuiamo in direzione Rialto percorrendo Rio Terà San Leonardo e Strada Nova, fino a giungere alla Cà D’Oro.

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Questo palazzo di origine quattrocentesca, voluto dal commerciante Marino Contarini, fu così chiamato in quanto la facciata rivolta verso il Canal Grande fu ricoperta d’oro. Nel 1896, acquistato dal Barone Giorgio Franchetti, venne restaurato per ospitare la propria collezione privata di opere d’arte. Questa vicenda ci ricorda l’attuale cambio di proprietà di Palazzo Grassi, sempre sul Canal Grande.

Presso la Cà D’oro, oltre a godersi la bellezza del luogo, al primo piano è possibile osservare, in un piccolo quadro raffigurante i quattro dottori della chiesa, un occhiale ad arco posizionato sul naso di uno di loro.

Braccesco Cà D'Oro

All’ultimo piano è esposto un poster raffigurante alcune delle piastrelle rimosse circa quindici anni fa dall’antico pavimento della cappella dell’Annunziata nella chiesa di San Sebastiano, rimozione dovuta al ristrutturazione della cappella. Le 348 piastrelle sono ora conservate alla Cà D’Oro, nel laboratorio di restauro della soprintendenza alle belle arti di Venezia.
Le piastrelle in maiolica sono datate 1510 grazie alla data presente su una di esse anche se il pavimento è stato posato probabilmente nel 1531. In tale data infatti, la famiglia Lando acquistò la cappella, e la zona centrale del pavimento riporta quattro piastrelle ove è rappresentato il simbolo del casato Lando.

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Come è possibile notare nel riquadro in basso a destra, è raffigurato un occhiale rivettato posto sopra un libro cinquecentesco con cerniere di chiusura. L’oggetto scientifico quale ausilio alla lettura è stato rappresentato come simbolo di cultura e di conoscenza. Questa è solo una delle due piastrelle con occhiali presenti nel pavimento, che tutt’ora risultano le più antiche raffigurazioni di occhiali su piastrella. La cura del dettaglio, usata per disegnare l’occhiale a compasso presente nell’altra piastrella, ci permette di comparare questo manufatto con un’altra rappresentazione presente in Venezia ma purtroppo non ci assicura che l’opera sia di fornace veneziana. Infatti, analisi effettuate sul materiale usato per la loro produzione non hanno potuto chiarire la provenienza.
Come vedremo nell’itinerario Sud, presso le Gallerie dell’Accademia è conservata un’altra fantastica immagine. Entrambe rappresentano degli occhiali ornati da piccoli punti bianchi che contornano l’intera montatura ingentilendo l’oggetto. Questo denota un’attenzione particolare dei fabbricanti nella costruzione di questi oggetti che, nell’arco di circa 200 anni dall’invenzione, non ha subito rilevanti modifiche strutturali.

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Osservando questa magnifica immagine possiamo scorgere un unico particolare che differenzia questo occhiale dalla rappresentazione di Tommaso da Modena nell’affresco del 1348 in Treviso: i due cerchi che sorreggono le lenti hanno delle protuberanze nella zona inferiore, queste rappresentano dei ganci che fungono da cerniera per chiudere gli anelli dopo aver inserito le lenti.

Successivamente venivano fissati con del filo o nastro di raso com’è possibile vedere in un’altra eccellente rappresentazione a Cappella Maggiore nei dintorni di Vittorio Veneto (TV), presso la piccola chiesetta della Santissima Trinità detta anche “La Mattarella”. In una lunetta della volta rappresentante i quattro evangelisti, San Marco patrono di Venezia è rappresentato non a caso, con un mobiletto contenente dei vasi di vetro ed un occhiale.

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Lasciata la Cà D’Oro continuiamo il nostro itinerario procedendo sempre in direzione Rialto. Arrivati alla fine di Strada Nova seguiamo le indicazioni per il campo SS. Giovanni e Paolo. Nella chiesa accanto all’ospedale dovrebbe trovarsi (uso il condizionale poiché dopo due visite successive e richieste di conferme non ho trovato il manufatto) un grande bassorilievo denominato “La presentazione al tempio” del Torretti, maestro del Canova.
Sarei molto grato se qualcuno fosse in grado di fornirmi ogni indicazione utile al ritrovamento dell’oggetto. In ogni modo vi consiglio di visitare questo luogo per scoprire una parte della storia della Serenissima.
Il Dott. De Lotto, nel suo libro del 1956, dal titolo” Dallo smeraldo di Nerone agli occhiali del Cadore” , ha fotografato e riprodotto uno dei personaggi del bassorilievo, e inserito questa didascalia: la scultura è molto danneggiata, ma sono ancora ben visibili gli occhiali, in parte pure essi rovinati.

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Da SS. Giovanni e Paolo procederemo in direzione San Lorenzo fino a giungere alla chiesa di San Giorgio degli Schiavoni.

Sin dai tempi più remoti la Serenissima aveva intrapreso relazioni commerciali con la Dalmazia, sulla sponda opposta dell’Adriatico, che si erano rivelate molto importanti per gli sviluppi della crescente influenza di Venezia nel panorama storico-politico dell’epoca. Queste relazioni divennero ancora più strette dopo il passaggio dell’intera Dalmazia sotto il dominio veneziano, all’inizio del 1400. A Venezia, gli immigrati dalmati, detti anche “Schiavoni”, si raccolsero in confraternita e la comunità dalmata, residente e di passaggio, decise di erigere a proprie spese l’attuale Scuola. Poiché i santi protettori della comunità dalmata erano San Giorgio, San Trifone e San Girolamo, la Scuola assunse il nome di San Giorgio degli Schiavoni.
Qui all’interno, troveremo un ciclo di tele dipinte da Vittore Carpaccio. Nella tela raffigurante la morte di San Girolamo, possiamo osservare un’altra splendida rappresentazione di un frate che,
intento nella lettura sopra San Girolamo, inforca un paio di occhiali ma la cosa più notevole è la rara rappresentazione dell’astuccio degli occhiali appeso alla cintura.

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Itinerario CENTRO

Un percorso utilizzato ogni giorno da migliaia di veneziani, poiché collega l’ingresso della città con il centro vitale di Venezia, Rialto.

Con le sue botteghe antiche e il mercato storico, è il centro dove fu probabilmente inventato l’oggetto dei nostri desideri: l’occhiale.

San Rocco

Lasciamo Piazzale Roma alle spalle, superiamo il ponte Papadopoli e i suoi storici giardini proseguendo in direzione San Rocco. In circa 5 minuti raggiungiamo l’omonimo campo, sede della chiesa (al suo interno riposano le sacre spoglie del Santo) e di una  tra le “scuole” più antiche e importanti di Venezia, la Scuola Grande.

Considerata tra le più ricche di Venezia, la scuola conserva al suo interno un ciclo di tele dipinte da Jacopo Tintoretto, fra il 1564 e il 1588, oltre a presenze come Tiziano, Tiepolo e molti altri che la rendono paragonabile alla Cappella Sistina a Roma.

La scuola è aperta al pubblico tutti i giorni dell’anno tranne Capodanno, Pasqua e Natale dalle ore 9.00 alle 17.30

La meta del collezionista di occhiali si trova nella sala superiore. Il colpo d’occhio percepito dopo essere saliti lungo l’importante scalinata, è sublime. La sala superiore, con la volta ricoperta dagli splendidi quadri del Tintoretto, è stata arredata nella seconda metà del seicento, dall’artista Pianta il Giovane, con rivestimenti lignei. Fanno bella mostra di sé una decina di sculture e una splendida libreria scolpita nel legno.

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I 64 volumi che la compongono, sono rappresentati tutti di dorso tranne uno alla sua base, che pare dimenticato dal suo lettore appoggiato sul piano. Sopra il libro sono adagiati degli splendidi occhiali con il loro astuccio.

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Il dettaglio degli occhiali parrebbe ricordare gli occhiali ad arco inglesi prodotti nel secolo successivo,  con il ponte in acciaio e gli anelli di cuoio o corno. L’astuccio ricorda invece le scatoline degli occhiali di Norimberga.

Continuando l’osservazione delle sculture lungo la parete, potremmo notare il busto che raffigura la Scienza.

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Il busto è appoggiato a dei libri, e adagiato su uno di questi si nota la presenza di un altro occhiale che purtroppo essendo posto ad una altezza superiore alla linea di sguardo, è percepibile solo dalla fuoriuscita del profilo di una lente. Avuta per gentile concessione della confraternita, l’immagine di questo, l’occhiale risulta appoggiato ad un astuccio a busta con apertura superiore e il suo profilo ricorda un occhiale in cuoio. Purtroppo è completamente assente il ponte.

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Per realismo e rarità, questi due esemplari valgono bene una visita a questo splendido sito.

Terminata la visita, a soli due passi da San Rocco, abbiamo l’opportunità di visitare la sontuosa chiesa dei Frari con i monumenti in marmo bianco dedicati a Tiziano e Canova ed un fantastico coro in legno scolpito che fa bella mostra di se al centro della basilica.

A lato della chiesa, inserita in un’antica dimora veneziana notiamo questo stemma nobiliare:

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L’attenzione del collezionista è attratta immediatamente dal nastro che sorregge lo scudo. La memoria corre allo stemma nobiliare del XV sec. appartenuto a Annibale Occhiali, conservato presso il Museo di Sulmona (L’Aquila).

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Scolpito su pietra calcarea delle montagne aquilane, è visibile un bel paio di occhiali a rivetto del ‘400. Si fantastica avessero un ponte a molla per aumentare la presa sul naso, ciò è dovuto alla raffigurazione dell’incrocio dei due bracci sul perno centrale. Nell’insegna che abbiamo visto poco sopra, il nastro nel punto del chiodo ha la medesima raffigurazione e non avrebbe nessun senso pensare che lo scudo sia appeso ad una molla e perciò credo si tratti esclusivamente di un modo di rappresentare l’incrocio dei due bracci da parte degli scultori.

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Muro con muro alla chiesa dei Frari, si trova l’Archivio storico di Stato, dove sono conservati iCapitolari dei Cristalleri” statuti di un’arte dedicata alla lavorazione del cristallo di rocca, nei quali si citano oltre alle lenti d’ingrandimento anche le lenti per occhiali. Sono i documenti più antichi al mondo, sinora ritrovati.

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Continuando per altri 10 minuti in direzione Rialto potremmo osservare due delle tre calli presenti in Venezia con inserito nella toponomastica il mestiere dell’Ottico ed alcune raffigurazioni di occhiali antichi riprodotti negli ultimi trent’anni.

Giunti in Rughetta del Ravano, meglio conosciuta in città come Ruga Rialto, potrete visitare il nostro negozio nel cui pavimento è inserita una rappresentazione del Cardinale Ugo da Provenza. Sarete sempre i benvenuti, e potrete godere dell’esposizione a tema che ogni tre mesi aggiorniamo, presso il nostro studio Ocularium, della nostra collezione privata.

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A soli circa 50 metri dal negozio, inserita nell’area dell’antico mercato di Rialto, sulla Sx sarà possibile fotografare la piccola stradina chiamata Ramo dell’Occhialer e posteriormente a questa, la Calle dell’Occhialer. La toponomastica veneziana risale alla fine del 1500, e come riportato dal Tassini nelle sue “Curiosità Veneziane”, nelle cronache del 12 Ottobre 1619 era presente in zona l’occhialer Zuane al quale morì in 10 giorni, a causa del vaiolo, il figliolo di nome Battista. Potrebbe trattarsi di una coincidenza, di un’omonimia, oppure dello stesso “Occhialaio” ma in altra cronaca del 1610 veniva citato il nome di Zuane Occhialer legato ad un altro episodio. Lasciamo in sospeso la curiosità del lettore e riprenderemo questo discorso nell’Itinerario Sud.

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Qualche metro più avanti troviamo il sottoportico della Ruga dei Oresi che fu restaurato alcuni anni addietro e dalla pulitura riapparvero le volte affrescate. Purtroppo non sono molti gli affreschi recuperati ed una sezione del sottoportego era dedicata alle arti e mestieri di Venezia. Tra ciò che rimane però, non vi è traccia di occhiali.

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Imboccando il sottoportico dell’antica Ruga dei Oresi, di cui oggi restano poche attività di prestigio, nell’angolo destro a circa 10 metri, è presente un’attività di gioielleria bijoux, Rialta, le cui pareti sono state affrescate 30 anni addietro.

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Nell’ambientazione settecentesca, tra i personaggi raffigurati,  si nota un violinista con un paio di occhiali a cavallo del naso.

A questo punto uscendo sulla sx del sottoportico ci troveremo in campo San Giacometto, dove è presente la più antica chiesetta di Venezia, sede dell’antica arte degli orefici.

Non ci resta che attraversare il monumentale ponte di Rialto e attraversare il Campo San Bartolomeo in direzione San Lio. Raggiunto l’omonimo campo troveremo la Farmacia Guerra ed una delle vetrine rivolte al campo rappresenta un’antica stampa di Johan Stradanus  “L’alchimista” riprodotta su vetro. Molto ben raffigurato è l’occhiale indossato dall’alchimista.

Il nostro itinerario continua verso Campo Santa Marina, procedendo in direzione SS. Giovanni e Paolo dal secondo ponte che incontrate, è possibile fotografare sulla vostra sinistra il palazzo dei conti Van Axel (oggi asilo), dal quale proviene un pezzo della nostra collezione.

Fine.

San Rocco

Archivio storico di Venezia

Calle dell’occhialer Rialto

Rappresentazione affresco “Rialta”

Rappresentazione su Vetro “Farmacia Guerra” San Lio.

Itinerario SUD

L’itinerario Sud unisce le due porte d’accesso a Venezia, la moderna con l’antica, percorrendo un tratto della Venezia poco frequentata dai turisti .

Si parte dall’angolo sinistro di Piazzale Roma e si percorre la lunga fondamenta dei Tre Ponti, seguendo l’indicazione Accademia, e, successivamente, si percorre la Calle Ragusei.
Giunti al Campo dei Carmini, possiamo girare a sinistra passando per la Fondamenta del Soccorso e quella di San Sebastiano per raggiungere l’omonima chiesa dove nella cappella dell’Annunziata erano presenti le piastrelle ora conservate alla Cà D’Oro, di cui abbiamo parlato nell’itinerario Nord, raffiguranti gli occhiali.
Percorrendo quindi, la calle dell’Avogaria (fronte chiesa) e la calle Lunga San Barnaba, possiamo raggiungere il museo del settecento veneziano, “Cà Rezzonico”, un’antica dimora sul Canal Grande. Tra i dipinti esposti segnaliamo un Pietro Longhi “gli alchimisti” ed un Tiepolo “vecchio con mappamondo”,  raffiguranti rispettivamente un occhiale ad arco ed una lente d’ingrandimento.

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Esposti a palazzo anche due grandi mappamondi e l’arredamento di un’antica Farmacia conservato all’ultimo piano, che meritano una visita, ma l’opera più importante qui esposta è l’affresco del Tiepolo raffigurante il “Mondo Niovo”.

Il “Mondo Niovo”, mirabile strumento itinerante d’invenzione settecentesca, che permetteva la conoscenza del mondo circostante grazie ai vedutisti che raffiguravano su carta le piazze ed i monumenti principali delle città europee più importanti e successivamente venivano mostrati al pubblico all’interno di appositi contenitori. Il gestore della struttura con la lunga asta, gestiva l’afflusso ed indicava al pagante che il tempo per l’osservazione era scaduto.

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Tornando in Campo San Barnaba, prendiamo il sottoportego del Casin dei Nobili a sinistra e superiamo il ponte. Percorriamo una quindicina di metri e prima di giungere alla Toletta (nota libreria), troveremo una piccola fontanella e ci inseriamo nel sottoportego della calle Eremite a destra. Usciamo in fondamenta di Borgo, e la percorriamo a sinistra. Sulla nostra sinistra dopo una ventina di metri, troveremo una calle chiusa da un cancello. Avremo raggiunto il sito dell’ultima fabbrica veneziana di occhiali: la Calle Occhialera.

La fabbrica fu chiusa con la caduta della Serenissima nel 1797, ma rimasero in città alcuni abili artigiani capaci di costruire montature, lenti e strumenti scientifici per la propria clientela.

Qui di seguito vediamo alcuni premi attribuiti a loro:

SELVA GIUSEPPE di Venezia:

Anno 1816, per camera lucida, atta a disegnare gli oggetti in prospettiva, migliorata, “Medaglia d’argento”.
Anno 1816, occhiali periscopici ad imitazione di quelli di Wollaston, “Menzione onorevole”.

OLIVO ANGELO di Venezia:

Anno 1819, per invenzione di cannocchiale duplice o di doppia veduta, “Medaglia d’argento”.

SEMITECOLO LEONARDO di Venezia:

Anno 1825, per assortimento di occhiali, “Medaglia d’argento”.

Come anticipato nell’Itinerario “Centro”, il Tassini nelle sue Cronache Veneziane, rileva la presenza presso il borgo di San Trovaso di un Bortolo Occhialer. A tal Bortolo, il 26 Agosto 1612, nacque morta una figlia che avrebbe voluto chiamare Caterina.

Un altro episodio coinvolge la stessa parrocchia. Qui abitava Antonio, figlio di Zuane Occhialer, che abbiamo già trovato nell’itinerario di Centro. Potrebbe trattarsi di un’omonimia oppure la famiglia gestiva sia la fabbrica di San Trovaso che l’attività al dettaglio a Rialto.
La cronaca rileva che il figlio Antonio fu “violentemente sodomizzato” per strada dal figlio del merciaio “Al segno del Coral” in Ruga dei Oresi a Rialto che fu citato in giudizio il 26 Febbraio del 1610.

Il nostro itinerario continua per la Fondamenta Bontini in direzione San Trovaso, uno degli ultimi squeri sopravissuti in Venezia. Proseguendo oltre attraversiamo il canale e seguiamo la fondamenta Priuli.
In un paio di minuti avremo raggiunto le Gallerie dell’Accademia.

La visita all’Accademia, oltre a deliziarci con i suoi dipinti, ci riserverà una vera sorpresa quando giungeremo alla sala capitolare, dove è conservato un grande pannello da pala d’altare di Carlo Crivelli.

Carlo Crivelli nacque a Venezia nel 1430 circa e si trasferì in Dalmazia dopo aver subito una condanna per essere vissuto con una donna sposata, per poi fermarsi definitivamente nelle Marche nel 1460 ma continuò a proclamarsi pittore veneziano in tutte le sue opere firmandosi “OPUS.CAROLI.CRIVELLI.VENETI” Morì nel 1494 ad Ascoli Piceno.

La grande tavola fu dipinta tra il 1488 e il 1490 per il Duomo di Camerino nelle Marche, assieme ai Santi Girolamo e Ansovino, presenti su altra tavola, e alla Madonna della Candeletta, conservata alla Pinacoteca di Brera a Milano.
Rischiò di andare completamente distrutta, prima sotto le macerie del terremoto del 1799, e successivamente perché un falegname la usò come tavola per piallare.

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I due Santi Pietro e Paolo, in piedi uno accanto all’altro, sono intenti nella lettura e Pietro inforca una splendida rappresentazione di occhiale a compasso probabilmente in ferro verniciato.

Come accennato in precedenza per la piastrella conservata alla Cà D’Oro, la precisione usata nel dipingere questo capolavoro ci permette di comparare i due occhiali. Entrambi sono decorati da una serie di piccoli punti bianchi lungo la struttura e raramente nell’iconografia sono visibili questi dettagli. Poichè l’epoca del dipinto (1490) e quella della piastrella (1510) sono molto ravvicinati, si potrebbe presumere che entrambi siano stati prodotti in un’area molto ristretta. La forte appartenenza dimostrata dal Crivelli alla terra natia sembrerebbe dimostrare che l’immagine dell’occhiale appartenga ad una produzione veneziana e pertanto che anche le piastrelle giungano da area veneziana se non fosse che il dipinto fu creato in terra marchigiana ove risultava fiorente nel medioevo una produzione di ceramiche e majoliche. Purtroppo nessun occhiale di questo tipo è giunto a noi e pertanto l’enigma della paternità resterà tale finchè nuove scoperte non possano chiarire l’argomento.

Siamo a conoscenza di un’altra opera del Crivelli dove sia rappresentato un astuccio per occhiali. La tavola è conservata attualmente al museo del Louvre a Parigi. San Giacomo della Marca è del 1477, e l’astuccio è appeso alla cintura del Santo.

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Ma le sorprese presso l’Accademia non sono terminate. Se volgiamo lo sguardo al soffitto della sala
in cui ci troviamo, avremmo l’opportunità di osservare un’ulteriore occhiale. Nello splendido soffitto a cassettoni, costruito nel XV sec. sono inseriti dei bassorilievi e in uno dei quattro cerchi raffiguranti gli evangelisti, San Giovanni è nel suo studiolo ed ha un occhiale a perno appoggiato sullo scrittoio.

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Terminata la visita all’Accademia, attraversiamo il vecchio ponte provvisorio in legno e procediamo verso San Marco.

In circa quindici minuti, raggiungiamo la piazza e saliamo al museo Correr dall’ala Napoleonica.
Uno dei più importanti musei della storia della Serenissima raccoglie numerose stampe, quadri ed oggetti. Tra le opere si possono scorgere alcune raffigurazioni di occhiali e astucci.

G. Grevenbroch nel 1754, ha raffigurato numerosi mestieri per creare un catalogo, intitolato “Gli abiti de’ veneziani”. Gli occhiali appaiono nelle mani e sui tavoli di:
– L’avvocato ed il fiscale
– Il sarto
– Nobile veneziano al banco

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Assieme ad altri oggetti utilizzati per la navigazione è visibile anche un cannocchiale in cartapesta firmato Semitecolo, ma la raffigurazione più importante è un’antica insegna della congregazione dei Vagineri.
I Vagineri erano produttori di contenitori costituitisi in Arte nel 1314.
L’insegna in questione risulta restaurata nel 1733, come riportato sotto ad essa e perciò non ci è dato sapere se siano state aggiunte o modificate alcune immagini.
Questa insegna appare essere una specie di catalogo degli oggetti prodotti dagli affiliati e tra i vari contenitori raffigurati possiamo riconoscere alcuni astucci per occhiali.
Giunti alla fine del nostro itinerario non ci resta che goderci “il più bel salotto del mondo” come fu definito da Napoleone Bonaparte.

Nella piazza sono presenti ancora due dei caffè più antichi al mondo, il Florian e il Quadri.

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Possiamo approfittarne per dissetarci e, non ultimo, per scoprire che negli specchi del XIX sec. che rivestono il Quadri Gran Caffè, è possibile scorgere alcune immagini incise di personaggi in abiti veneziani che sorreggono degli occhialini del tipo a fassamano.

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Fine

Detrazione fiscale

“Prodotto con marcatura CE” e dichiarazione redditi

La presentazione della dichiarazione dei redditi 2013 presenta alcune novità per la detrazione degli occhiali, delle lenti a contatto e dei prodotti per la loro manutenzione. Le novità riguardano la marcatura CE dei prodotti acquistati per ottenere la loro defiscalizzazione. Poichè alcuni Caaf in questi giorni stanno creando alcune difficoltà alla propria clientela osservando in maniera restrittiva la normativa, qui di seguito pubblichiamo un documento per evitare tali disguidi alla nostra stimata clientela.

L’Agenzia delle Entrate già con la circolare n. 20/E, del 13 maggio 2011, sulla base del parere acquisito dal Ministero della Salute in merito alla nozione di Dispositivo Medico (tra cui sono compresi occhiali da vista, lenti a contatto e liquidi per lac), ha indicato le modalità di detrazione delle spese sostenute per l’acquisto dei dispositivi stessi.

A seguito della richiesta di semplificazione di Federottica, l’Agenzia delle Entrate, con la risposta prot. 954-64040 del 20 giugno 2012, ha chiarito che per i prodotti venduti dagli ottici (ad esempio: occhiali da vista, lenti a contatto e liquidi per lenti a contatto) è sufficiente integrare lo scontrino fiscale/fattura con la dicitura “Prodotto con marcatura CE”.

Consideriamo pertanto tale data 20 Giugno 2012 per l’obbligatorietà di tale scritta sullo scontrino od in fattura. Nel caso alla fattura sia allegato lo scontrino con tale dicitura non è necessario che la stessa dicitura sia presente anche nel foglio della fattura.

E’ obbligatorio però che il cliente presentando i documenti per la detrazione fiscale esibisca per le fatture emesse dal 01 Gennaio 2012 al 20 Giugno 2012 anche la “Dichiarazione di Conformità” rilasciata contemporaneamente alla consegna dell’occhiale.

Avvisiamo che alcuni clienti potrebbero non essere in possesso dello scontrino con tale dicitura per un breve periodo successivo al 20 Giugno, a causa dei tempi tecnici per i manutentori di tali apparecchiature fiscali al fine di aggiornare lo scontrino. Sarà sufficente perciò, come riportato precedentemente, presentare la “Dichiarazione di Conformità”.

Ricordiamo inoltre che non è obbligatorio avere una prescrizione medica ma è sufficiente che nella apposita fattura sia indicato il difetto refrattivo corretto.

Sono inoltre detraibili i prodotti per la manutenzione delle lenti a contatto e le lenti acquistabili direttamente al banco (lenti disposable) purchè nello scontrino sia riportata la natura dei beni, il codice fiscale del cliente e la dicitura “Prodotto con marcatura CE” oppure presentando la scatola od il bugiardino del prodotto stesso.

Maggiori informazioni

Utilizzo delle lenti a contatto

AVVERTENZE SULL’UTILIZZO E SULLA MANUTENZIONE DELLE LENTI A CONTATTO

1. Applicare le lenti a contatto dopo un’ora dal risveglio per permettere la riossigenazione corneale. Se possibile toglierle a metà giornata per una o due ore. Rimuoverle almeno un’ora prima di chiudere gli occhi per dormire. Un porto ideale non prevede un uso giornaliero superiore alle 8-12 ore seguendo i consigli precedenti.

2. Non indossare la lente a contatto se presenta rotture centrali o lungo il bordo.

3. Non utilizzare le lenti a contatto per un tempo superiore a quello previsto dal costruttore per evitare danni oculari anche gravi (trapianto corneale): fa riferimento il giorno di apertura del blister

4. Rispettare sempre i tempi di validità dei prodotti per la manutenzione delle lenti a contatto. Tali prodotti non devono mai essere scaduti. Il periodo di validità è legato alla data di apertura della confezione, indipendentemente dal suo utilizzo effettivo. La soluzione unica non va utilizzata per più di 3 mesi a partire dalla data di apertura.

5. Ricordarsi di cambiare il portalenti ogni 3/6 mesi circa.

6. Lavare e asciugare sempre con cura le mani prima dell’utilizzo o rimozione delle lenti a contatto .

7. Non toccare mai il beccuccio del flacone con le mani e richiudere sempre il tappo dopo l’uso della soluzione per le lenti a contatto.

8. Eliminare sempre la soluzione contenuta nel portalenti dopo l’applicazione sciacquando quest’ultimo con la soluzione stessa o con acqua  corrente e facendola asciugare all’aria. Seguire le norme igieniche è indispensabile per evitare di contrarre agenti infettanti anche molto pericolosi quali pseudomonas aeruginosa acanthamoeba (distruzione della cornea in 12-24 ore). Per evitare l’ acanthamoeba non venire mai a contatto con acqua corrente, di piscina o mare e asciugare sempre bene le mani prima dell’applicazione. Se in piscina necessitate dell’uso delle lentine (meglio sarebbe un occhialino da nuoto graduato), preferite una lente giornaliera da gettare subito dopo l’uso, poichè anche l’occhialino da nuoto indossato sulle lentine non garantisce la perfetta tenuta dell’acqua.

9. Non indossare le lenti a contatto con gli occhi irritati e arrossati.

10. Truccarsi dopo l’inserimento della lente a contatto e struccarsi dopo la sua rimozione.

11. Usare le lenti a contatto inizialmente per 2 ore, aumentando di un’ora al giorno. Quando non si indossano le lenti a contatto da più giorni è sconsigliabile usarle poi per un’intera giornata.

12. E’ sconsigliabile indossare le lenti a contatto durante un viaggio in aereo.

13. Non appisolarsi o dormire con le lenti a contatto non idonee a tale uso.

14. Evitare di condividere le lenti a contatto  con altre persone.

15. Ogni qual volta si procede all’inserimento delle lenti a contatto, verificare il loro stato di integrità e quello del blister che le contiene. Assicurarsi che la lente a contatto sia immersa nella soluzione.

 

DECRETO MINISTERIALE PUBBLICATO SULLA G.U. N. 64 DEL 18/03/03, ART. 1 COMMA 3

 

. L’applicazione e l’uso delle lenti a contatto possono essere eseguiti solo quando le condizioni anatomo-funzionali dell’occhio del paziente lo consentono. Esistono infatti alcuni fattori di rischio, rilevabili dallo specialista, che possono risultare responsabili di complicanze o dell’insorgenza di fenomeni di intolleranza.

. Il medico specialista e l’ottico applicatore della lente sono consapevoli di tali problemi e solo dopo un accurato esame del soggetto possono consigliare o meno l’uso delle lenti a contatto.

. Per utilizzare le lenti a contatto in sicurezza è necessario seguire attentamente le istruzioni d’uso per una corretta applicazione, rimozione, pulizia e manutenzione.

. Al fine di evitare danni agli occhi è importante verificare l’assenza di controindicazioni dal medico oculista e sottoporsi a controlli periodici.

. Utilizzare le lenti a contatto sterili e non oltre il periodo raccomandato.

. Al termine del periodo di utilizzo raccomandato nella confezione (giornaliero, bisettimanale,mensile, ecc.) le lenti dovranno essere sostituite con un nuovo paio.

. E’ necessario rimuovere le lenti e consultare il medico in caso di arrossamenti, bruciori, sensazione di corpo estraneo o eccessiva lacrimazione, vista offuscata o altri disturbi della vista.

. I farmaci diuretici, antistaminici, decongestionanti, tranquillanti possono provocare secchezza dell’occhio, in tal caso consultare il medico oculista.

. Se una sostanza chimica viene a contatto con gli occhi, sciacquare immediatamente e recarsi subito dal medico.

. Evitare l’esposizione a vapori nocivi o lacche per capelli.

. Utilizzare sempre soluzioni per lenti a contatto non scadute ogni volta che si ripongono le lenti e non usare mai acqua a corrente per risciacquarle.

. Non mettere mai le lenti in bocca per umidificarle.

. Consultare il medico per le modalità di utilizzo durante le attività sportive.

. Evitare l’uso di lenti a contatto in occasione di bagni al mare, in piscina e di docce nei luoghi pubblici.

. Evitare l’uso di saponi contenenti creme, lozioni od oli cosmetici prima di utilizzare le lenti.

. L’inosservanza delle norme per la corretta utilizzazione delle lenti a contatto può provocare gravi danni all’occhio.

. Raramente possono verificarsi ulcere corneali responsabili di menomazioni visive.

. Il rischio di contrarre la cheratite ulcerosa aumenta in caso di inosservanza delle norme d’igiene e di uso in caso di utilizzo delle lenti per un tempo più prolungato rispetto a quello raccomandato.

. Il rischio di cheratite ulcerosa aumenta notevolmente nei fumatori.

. Le lenti a contatto con protezione UV non sostituiscono gli occhiali da sole perchè non ricoprono totalmente l’intero segmento anteriore. Pertanto i portatori di lenti a contatto devono continuare a portare gli occhiali da sole in caso di esposizione ai raggi UV.

Lenti progressive

Con il passare degli anni, la nostra vista cambia. In genere, con il superamento del 45° anno di età ci si accorge che la capacità di mettere a fuoco mentre leggiamo il giornale è diminuita. Ci stanchiamo nel leggere poche pagine di un libro e non siamo più perfettamente in grado di mettere a fuoco  le parole molto piccole a distanza ravvicinata. Purtroppo questo è un problema di carta d’identità che invecchia e non ci si può fare nulla. E’ arrivato il momento di mettere gli occhiali per poter leggere!

Fortunatamente al giorno d’oggi portare gli occhiali ha un impatto sociale notevolmente diverso rispetto a qualche decennio fa, quindi indossare gli occhiali non è più da considerarsi un difetto.

Non tutti hanno le stesse esigenze, però. Se parliamo anche di chi ha già un difetto con la visione da lontano, dover avere un paio di occhiali anche per la lettura può essere un fastidio, talvolta un vero e proprio problema.

Mai pensato alle lenti progressive?

Per prima cosa è necessario capire cosa sono le lenti progressive. Semplificando,  sono delle lenti  che danno la possibilità a chi le porta di mettere a fuoco un oggetto a qualsiasi distanza esso si trovi tra i 5m/infinito e i 33cm.

Sull’argomento lenti progressive c’è purtroppo molta confusione, alcuni hanno aspettative eccessive ed altri invece, essendo magari venuti a conoscenza di problemi vari avuti da parenti o amici, partono già prevenuti verso questo tipo di correzione ottica.

Innanzitutto occorre chiarire quali vantaggi e quali svantaggi offrono le lenti progressive.

1)Le lenti progressive non sono la panacea di tutti i mali visivi. Purtroppo non è possibile tornare indietro nel tempo e recuperare la vista che si aveva (chi l’aveva…) a vent’anni. Ciò detto, oggi  le lenti progressive costituiscono, nella maggioranza dei casi, il miglior compromesso tra le esigenze estetiche, funzionali e di praticità di utilizzo.

2)Occorre avere ben chiaro che le progressive, per imprescindibili esigenze legate alla costruzione della lente, richiedono per funzionare correttamente che il portatore si abitui a indirizzare correttamente lo sguardo nelle zone dedicate a ciascuna area di visione: parte alta per la visione da lontano, parte bassa (centrale) per il vicino, ecc.. Pertanto il porsi nei confronti di questo mezzo visivo con un atteggiamento di opposizione (“non accetto di abbassare la testa per fare le scale, o di ruotarla per vedere lo specchietto della macchina ecc. ecc.”) porterà sicuramente all’insuccesso.

3)Bisogna anche sfatare il mito secondo cui le progressive siano lenti “universali”, cioè che vadano bene in tutte le condizioni. In realtà sarebbe più giusto considerarle come lenti “generaliste”, cioè che danno una visione mediamente buona in molte condizioni, ma ci sono situazioni particolari in cui altre soluzioni possono dare risultati migliori, e di molto. In particolare, all’uso in ufficio e/o all’utilizzo prolungato sul computer, situazione in cui quasi tutte le progressive mostrano il proprio punto debole. Diventa allora compito dell’ottico consigliare il mezzo correttivo più idoneo a quelle specifiche condizioni di utilizzo (nel caso specifico, ad esempio, una lente degressiva vicino-intermedio). Sulle prime può sembrare assurdo, dopo aver speso 600 euro per un occhiale progressivo, doverne spendere altre 300 per un occhiale da lasciare in ufficio, ma vi assicuro che i benefìci in termini di qualità della visione sono talmente notevoli da far passare in secondo piano tutto il resto, e d’altronde qualcuno di voi per caso utilizza lo stesso paio di scarpe tutto l’anno in ogni circostanza? O non avete piuttosto le scarpe estive, quelle invernali, quelle eleganti, quelle da passeggio, quelle da trekking ecc…? Lo stesso dovrebbe avvenire con gli occhiali, non un solo occhiale per tutto ma più occhiali specifici per le varie attività.

Fatte queste premesse, occorre poi dire che per la perfetta riuscita di un occhiale con lenti progressive occorrono 3 cose, ugualmente importanti:

1)Una prescrizione il più possibile accurata. Non voglio qui rischiare di aprire una inutile polemica, su chi sia più bravo tra gli ottici e gli oculisti, dico solo che siamo tutti umani e che pertanto anche il luminare più accreditato talvolta può dare una prescrizione errata che vanifica ogni sforzo di messa a punto dell’occhiale.

2)La qualità della lente. Su questo punto occorre essere chiari, se qualcuno pensa di acquistare una Panda avendo poi prestazioni da Ferrari, è fuori strada. Come in tutte le cose, anche qui vale la regola che “chi più spende, più ha”, pertanto prima di dare del “ladro” all’ottico che magari vi ha fatto il preventivo più alto, cercate di capire che prodotto sta utilizzando, e se poi volete andare al risparmio, non pretendete prestazioni da Ferrari, ma accontentatevi di quelle della Panda!!!

3)L’accuratezza e la professionalità nella rilevazione dei parametri e nel successivo montaggio delle lenti sulla montatura. Errori su questi aspetti sono in grado di annullare i vantaggi delle lenti più costose, pertanto rivolgetevi sempre a un ottico di cui avete piena fiducia (meglio ancora se optometrista) e cercate di avere con lui un rapporto di confronto sereno e costruttivo. Evitate, se possibile, gli “scontisti”, perchè, come già detto, nessuno regala niente.

Un ultima cosa, se il vostro progressivo non funziona non portatelo dall’oculista. L’oculista è lo specialista sanitario che si occupa della salute oculare, nella stragrande maggioranza dei casi non sa nulla di lenti progressive (se sa qualcosa è per suo interesse personale e non per il suo percorso di studi), non conosce le varie tipologie di lenti sul mercato, non è in grado di determinarne la centratura e soprattutto non possiede nessuno strumento per valutare la qualità della lente e del lavoro svolto dall’ottico, per cui alle vostre domande su questi argomenti non potrà che abbozzare una risposta di circostanza. Se avete problemi con il vostro progressivo, tornate dall’ottico, e, se non sarete soddisfatti, piuttosto cambiate ottico!!!

Utilizzo degli occhiali da vista

Particolare cura viene usata dal nostro personale del laboratorio oftalmico che assembla i vostri occhiali da vista garantendo un prodotto finito perfettamente conforme alle vostre esigenze.
Il dialogo e la stretta collaborazione con il cliente ci aiutano a interpretare e a rispettare in ogni momento le vostre richieste e aspettative, per offrirvi un servizio ineccepibile.
Sono disponibili tutte le lenti delle migliori aziende oftalmiche e in particolare vi consigliamo:

  • Lenti progressive
  • Lenti da lettura dinamica (specifiche per chiunque necessiti di leggere a distanze variabili)
  • Lenti polarizzate monofocali e progressive.
  • Lenti organiche alto indice (estetiche e protettive)
  • Trattamenti antiriflettenti e indurenti
  • Trattamenti fotoprotettivi UV e filtri per patologie retiniche Convenzionati con il Sistema Sanitario Nazionale (U.L.S.S.) per forniture protesi agli aventi diritto.

ISTRUZIONI PER L’USO DELL’OCCHIALE DA VISTA

L’occhiale fornito è un dispositivo su misura e come tale destinato a un singolo utente. Esso non è destinato a condizioni di uso estreme, che ne potrebbero determinare un danneggiamento e un rischio per chi lo indossa (attività sportive, attività lavorative o hobby con proiezioni di sostanze e materiali, ecc. ) se non diversamente indicato.

Avvertenze:

. Evitare di lasciare l’occhiale con le lenti rivolte su superfici di appoggio, piani di lavoro o sedili per evitare danneggiamenti accidentali.

. Evitare di coricarsi o di addormentarsi con l’occhiale calzato.

. Riporre sempre l’occhiale nella sua custodia.

. Se l’occhiale è realizzato per la visione da vicino non è idoneo per altri scopi.

. ATTENZIONE: l’uso di occhiali in veicoli muniti di air-bag  può essere pericoloso se si utilizzano lenti minerali non temprate. L’impatto con l’air-bag in portatori di occhiali può presentare rischi.

Indicazioni per un uso corretto:

. Calzare l’occhiale e rimuoverlo dal viso impugnando entrambe le aste.

. Se si evidenziano modificazioni di posizione dell’occhiale sul viso (l’occhiale calza diversamente da come impostato), tornare dall’ottico-optometrista per ripristinare un assetto corretto.

. Prestare attenzione nello svolgimento di gesti quotidiani che potrebbero interagire con l’occhiale.

. Se non è possibile riporre l’occhiale nel suo astuccio, evitare di appoggiarlo con le lenti a contatto di superfici, corpi o sostanze che potrebbero danneggiarlo.

. Non dimenticare l’occhiale, specialmente in materiale plastico, vicino a fonti di calore e non sottoporlo a condizioni ambientali a rischio, come nel caso di sauna, casco da parrucchiera, cruscotto auto esposto al sole, ecc.

Manutenzione:

. Sottoporre  a periodica verifica il serraggio delle viti su anelli ed aste della montatura, per evitare fuoriuscite delle lenti.

. Sostituire placchette e terminali in gomma in caso di rottura.

Pulizia:

. Usare solo prodotti consigliati dall’ottico-optometrista ed eventualmente detergenti neutri liquidi ed asciugarlo con tesuto appropriato.

. In mancanza di prodotti consigliati ricorrere ad acqua.

. Non usare agenti aggressivi e neppure detergenti non specifici, se non diversamente indicato.

Occhiali con lenti colorate:

. Le lenti sono state colorate con un filtro solare. E’ importante utilizzarle solamente nei limiti previsti dalla classe del filtro fornito:

CLASSE    TRASMISSIONE    INTENSITA’    INDICAZIONI D’USO

0                da 80% a 100%           A                          Interni, guida notte

Ricordare che un occhiale non può restare invariato per tutta la vita, e quindi saranno necessari aggiornamenti periodici o quantomeno periodici controlli.

Patente di guida

Requisiti minimi per il conseguimento della patente di guida automobilistica

Decreto Ministero dei Trasporti – 30/11/2010 – Requisiti psicofisici

OGGETTO: Recepimento della direttiva 2009/112/CE della Commissione del 25 agosto 2009, recante modifica della direttiva 91/439/CEE del Consiglio concernente la patente di guida.
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
DECRETO MINISTERIALE
30 novembre 2010
(G.U. n. 301 del 27.12.2010)
Recepimento della direttiva 2009/112/CE della Commissione del 25 agosto 2009, recante modifica della direttiva 91/439/CEE del Consiglio concernente la patente di guida.
IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
Visto il decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e successive modifiche ed integrazioni, recante “Nuovo codice della strada”;
Visto il titolo IV del citato codice della strada recante: “Guida dei veicoli e conduzione degli animali”;
Visto l’art. 229 del medesimo codice che rinvia a decreti dei Ministri della Repubblica il recepimento, secondo le competenze loro attribuite, di direttive comunitarie afferenti alle materie disciplinate dallo stesso codice;
Vista la direttiva n. 91/439/CEE del Consiglio, del 29 luglio 1991, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee n. L 237 del 24 agosto 1991;
Vista la direttiva 2009/112/CE della Commissione del 25 agosto 2009, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee n. L 223 del 26 agosto 2009, recante modifica della direttiva 91/439/CEE del Consiglio concernente la patente di guida;
Visto il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 30 settembre 2003, n. 40T, recante “Disposizioni comunitarie in materia di patenti di guida e recepimento della direttiva 2000/56/CE” pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 15 aprile 2004, n. 88 in particolare l’allegato terzo recante “Norme minime concernenti l’idoneità fisica e mentale per la guida di un veicolo a motore”;
Ritenuto necessario modificare l’allegato III del citato decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 30 settembre 2003, n. 40T, in conformità con le disposizioni introdotte dalla direttiva 2009/112/CE;
Vista la nota prot. I.4.CD.2.2 dell’8 ottobre 2010 con cui il Ministero della salute ha trasmesso il documento elaborato dal gruppo tecnico di lavoro costituito presso detto Ministero con decreto dirigenziale 9 ottobre 2009 al fine di individuare criteri di valutazione dell’idoneità psicofisica alla guida di veicoli a motore di soggetti affetti da patologie della vista, diabete o epilessia, sulla base delle nuove norme comunitarie;
Adotta
il seguente decreto:
Recepimento della direttiva 2009/112/CE della Commissione del 25 agosto 2009, recante modifica della direttiva 91/439/CEE del Consiglio concernente la patente di guida.
Art. 1
1. È recepita la direttiva 2009/112/CE. Il rilascio e la conferma di validità della patente di guida a soggetti con patologie a carico dell’apparato visivo, diabetici o epilettici è subordinato all’accertamento dei requisiti previsti dagli allegati I, II e III, facenti parte integrante del presente decreto.
2. I punti 6, 10 e 12 dell’allegato III al decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 30 settembre 2003, n. 40T, sono abrogati.
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 30 novembre 2010
Il Ministro: MATTEOLI

Allegato I al DM 30.11.2010
Ai fini del presente allegato, i conducenti sono classificati in due gruppi:
a) Gruppo 1: conducenti di veicoli delle categorie A, B, B + E e delle sottocategorie A1 e B1
b) Gruppo 2: conducenti di veicoli delle categorie C, C + E, D, D + E e delle sottocategorie C1, C1 + E, D1 e D1 + E

VISTA
1. II candidato al conseguimento della patente di guida (ovvero chi deve rinnovarla o ha l’obbligo di revisione ai sensi dell’art. 128 del codice della strada) deve sottoporsi a esami appropriati per accertare la compatibilità delle sue condizioni visive con la guida di veicoli a motore. Dovranno essere valutati con particolare attenzione: acutezza visiva, campo visivo, visione crepuscolare, sensibilità all’abbagliamento e al contrasto, diplopia e altre funzioni visive che possono compromettere la guida sicura. Se c’è motivo di dubitare che la sua vista non sia adeguata, il candidato deve essere esaminato dalla Commissione Medica Locale.
Per i conducenti appartenenti al gruppo 1 che non soddisfano le norme riguardanti il campo visivo e l’acutezza visiva, il rilascio della patente può essere autorizzato da parte della Commissione medica locale in “casi eccezionali”, correlati alla situazione visiva del conducente, ponendo limitazioni riguardo alla guida.
In questi casi il conducente deve essere sottoposto a visita dalla Commissione che verifica, avvalendosi di accertamenti da parte di medico specialista oculista anche l’assenza di altre patologie che possono pregiudicare la funzione visiva, fra cui la sensibilità all’abbagliamento, al contrasto, la visione crepuscolare, eventualmente avvalendosi anche di prova pratica di guida. La documentazione sanitaria inerente agli accertamenti posti a base del giudizio espresso dovrà restare agli atti per almeno cinque anni.

Gruppo 1

2. Il candidato al rilascio o al rinnovo della patente di guida deve possedere un’acutezza visiva binoculare complessiva, anche con correzione ottica, se ben tollerata, di almeno 7/10, raggiungibile sommando l’acutezza visiva posseduta da entrambi gli occhi, purché il visus nell’occhio che vede peggio non sia inferiore a 2/10.
Il campo visivo binoculare posseduto deve consentire una visione in orizzontale di almeno 120 gradi, con estensione di non meno di 50 gradi verso destra o verso sinistra e di 20 gradi verso l’alto e verso il basso. Non devono essere presenti difetti in un raggio di 20 gradi rispetto all’asse centrale, inoltre deve essere posseduta una visione sufficiente in relazione all’illuminazione crepuscolare, un idoneo tempo di recupero dopo abbagliamento e un’idonea sensibilità al contrasto, in caso di insufficienza di tali due ultime funzioni la Commissione medica locale può autorizzare la guida solo alla luce diurna.
Qualora sia rilevata o dichiarata una malattia degli occhi progressiva, la patente di guida può essere rilasciata o rinnovata dalla Commissione con validità limitata nella durata e se del caso con limitazione per la guida notturna, avvalendosi di consulenza da parte di medico specialista oculista.
3. Il candidato al rilascio o al rinnovo della patente di guida monocolo, organico o funzionale, deve possedere un’acutezza visiva di non meno 8/10, raggiungibile anche con lente correttiva se ben tollerata. Il medico monocratico deve certificare che tale condizione di vista monoculare esiste da un periodo di tempo sufficientemente lungo (almeno sei mesi) da consentire l’adattamento del soggetto e che il campo visivo consenta una visione in orizzontale di almeno 120 gradi e di non meno di 60 gradi verso destra o verso sinistra e di 25 gradi verso l’alto e 30 gradi verso il basso. Non devono essere presenti difetti in un raggio di 30 gradi rispetto all’asse centrale, inoltre deve essere posseduta una visione sufficiente in relazione all’illuminazione crepuscolare e dopo abbagliamento con idoneo tempo di recupero e idonea sensibilità al contrasto, tali condizioni devono essere opportunamente verificate.
Nel caso in cui uno o più requisiti non sono presenti il giudizio viene demandato alla Commissione medica locale che, avvalendosi di consulenza da parte di medico specialista oculista, valuta con estrema cautela se la patente di guida può essere rilasciata o rinnovata, eventualmente con validità limitata nella durata e se del caso con limitazione per la guida notturna.
4. A seguito di diplopia sviluppata recentemente o della perdita improvvisa della visione in un occhio, ai fini del raggiungimento di un adattamento adeguato non è consentito guidare per un congruo periodo di tempo, da valutare da parte di medico specialista oculista; trascorso tale periodo, la guida può essere autorizzata dalla Commissione medica locale, acquisito il parere di un medico specialista oculista, eventualmente con prescrizione di validità limitata nella durata e se del caso con limitazione per la guida notturna.

Gruppo 2

5. Il candidato al rilascio o al rinnovo della patente di guida deve possedere una visione binoculare con un’acutezza visiva, se del caso raggiungibile con lenti correttive, di almeno 8/10 per l’occhio più valido e di almeno 4/10 per l’occhio meno valido. Se per ottenere i valori di 8/10 e 4/10 sono utilizzate lenti correttive, l’acutezza visiva minima (8/10 e 4/10) deve essere ottenuta o mediante correzione per mezzo di lenti a tempiale con potenza non superiore alle otto diottrie come equivalente sferico o mediante lenti a contatto anche con potere diottrico superiore. La correzione deve risultare ben tollerata.
Il campo visivo orizzontale binoculare posseduto deve essere di almeno 160 gradi, con estensione di 80 gradi verso sinistra e verso destra e di 25 gradi verso l’alto e 30 verso il basso. Non devono essere presenti binocularmente difetti in un raggio di 30 gradi rispetto all’asse centrale.
6. La patente di guida non deve essere rilasciata o rinnovata al candidato o al conducente che presenta significative alterazioni della visione crepuscolare e della sensibilità al contrasto e una visione non sufficiente dopo abbagliamento, con tempo di recupero non idoneo anche nell’occhio con risultato migliore o diplopia.
A seguito della perdita della visione da un occhio o di gravi alterazioni delle altre funzioni visive che permettevano l’idoneità alla guida o di insorgenza di diplopia deve essere prescritto un periodo di adattamento adeguato, non inferiore a sei mesi, in cui non è consentito guidare. Trascorso tale periodo la Commissione medica locale, acquisito il parere di un medico specialista oculista può consentire la guida con eventuali prescrizioni e limitazioni.

Testuggini e piume…

Tartaruga e piume è il tema di questa vetrina, in occasione del Carnevale 2018. La tartaruga reale la fa da padrone nella metà sottostante della vetrina, mentre i colori, cosiddetti “piumati” occupano la parte superiore.

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Natale 2018

Vetrina di Natale 2018, con invito per la mostra “Gli occhiali al potere”

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