Descrizione
La microfibra di quest’anno celebra il 72° anniversario dall’ingresso di Urbano nella galassia degli occhiali (industria Safilo, Calalzo di C. 18 Ottobre 1946).
Il miracolo di san Fiorenzo da Tours dipinto da Marco Benefial nel 1741, presso la chiesa della Collegiata di san Fiorenzo, Fiorenzuola D’Arda (Piacenza).
Fiorenzo (metà V sec. – 527 d.C.), monaco francese proveniente dalla valle della Loira in Francia, durante il pellegrinaggio verso Roma passando dal passo del Monginevro, fece tappa a Fiorenzuola D’Arda (515 d.C.) e qui compì il miracolo di riportare in vita la figlia del feudatario.
Il quadro:
L’immagine di san Fiorenzo rievoca la figura di Gesù con l’indice puntato verso il cielo, il capo circonfuso di luce, i lisci capelli castani, il filo di barba che incornicia l’ovale del volto, l’espressione serafica, la veste umile del pellegrino ma come elemento distintivo il Santo esibisce una catenella con Gesù crocifisso. Il gesto sta a significare che il miracolo viene da Dio e che lui, umile pellegrino, non è altro che il tramite dell’evento taumaturgico.
La piccola miracolata, la cui manina è sorretta da Fiorenzo, si alza a sedere sul catafalco coperto da un drappo nero sul quale, in virtù della sua tenera età, era stato steso un bianco lino col bordo di pizzo.
Nell’angolo destro una figura carponi (forse un pellegrino compagno di viaggio di san Fiorenzo) si umilia, adorando la potenza divina; gli sono accanto due giovanette, le uniche due figure che volgono le spalle alla scena, una delle quali tiene fra le mani una corona di fiori che ha un duplice significato: i fiori recisi simboleggiano la brevità della vita, ma forse in questo caso si possono individuare tre rose, lo stemma di Fiorenzuola, così denominata dall’etimo “flos”, fiore.
Il personaggio dietro la bimba miracolata, concentrato nell’osservazione dell’avvenimento, con occhialino e gorgiera, è il medico; il suo atteggiamento incredulo e quasi impassibile contrasta con lo slancio gioioso e meravigliato della fanciulla a braccia levate che gli è vicino (forse la nutrice).








