I baìcoli veneziani

La vetrina della primavera 2026 è dedicata al più famoso biscotto veneziano il “baìcolo”. Un biscotto che poteva essere stivato per mesi nelle galee veneziane in navigazione senza temerne l’ammuffimento grazie al suo processo produttivo che lo asciugava totalmente.

Molti sono stati i forni che lo produssero in passato ma il più famoso e longevo è quello di Angelo Colussi, di cui un paio di foto in esposizione lo ricordano alla nostra clientela veneziana presente sino al 1965, esattamente presso l’angolo opposto alla nostra bottega in Ruga Rialto  (oggi Brocca abbigliamento).

Ringraziamo Massimo Orlandini, storico d’impresa, che ha pubblicato il magnifico libro sulla storia dei Colussi e ci ha fornito il materiale per comporre la vetrina: sulla sinistra una splendida stampa dei Lavena con la relativa scatola in latta per baicoli. A seguire una scatola in latta di Colussi rivestita con la stampa su carta del primissimo ‘900 e altre scatole in latta della metà ‘900 con serigrafia.

Ricordiamo qui la filastrocca che la maggior parte dei veneziani citano a memoria: “No gh’è a sto mondo, no più bel biscoto, più fin, più dolse, più lisiero e san par mogiar ne a cìcara o nel goto del baìcolo nostro venessian” (traduzione: Non c’è al mondo, nessun altro più bel biscotto, più sottile, più dolce, più leggero e sano da intingere nella tazzina o nel bicchiere del nostro baicolo veneziano).