Una scrittrice del ‘900

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Una Scrittrice del Novecento

Vaghe Stelle dell’Orsa” è la mostra che Asolo (TV) dedica a Freya Stark dal 27 Settembre al 23  Novembre 2014.

Un collage di ricordi e produzioni racconta l’intenso vissuto di un’artista dedita non solo alla scrittura, all’archeologia e alla cartografia, ma anche al continuo incontro di nuove storie e culture, reso possibile da innumerevoli esperienze di viaggio condotte, nel corso della sua vita centenaria, tra Ottocento e Novecento.

L’allestimento di questa esposizione ha ispirato la composizione della nostra vetrina che focalizza l’attenzione sugli occhiali da lettura, strumento indispensabile per l’accesso alla consultazione di tesori, come antichi scritti, testimoni imperituri di grandi personalità.

Per la composizione della vetrina abbiamo usato un’antica lampada/orologio a petrolio, uno scrittoio da tavolo in legno con contenitore ed un testo tedesco del 1753 con incorporato nella copertina di fondo un occhiale da lettura ad arco in rame di Norimberga.

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Creatività Italiana

Ecco un esempio di creatività italiana.

 

La nostra amica e cliente Giovanna Zen ha realizzato questa simpatica borsa in legno, con interno intercambiabile per essere abbinata a qualsiasi tipo di colore, in ogni occasione.

La Borsa è abbinata, nella vetrina di questo mese, alle nostre montature effetto legno, per ricordare un ritorno alla natura.

 

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Occhiali da doge

Occhiali da doge Copertina

 

Occhiali da Doge,“Spectacles Fit for a Doge

Gli occhiali da sole nella Venezia del settecento

     Nero princeps gladiatorum pugnas spectabat in smaragdo”.

Nerone fu tra i primi ad utilizzare una pietra colorata per proteggere gli occhi dalla luce solare durante i combattimenti nell’arena. Il colore verde dello smeraldo sarà sfruttato soprattutto dagli ottici veneziani, che in anticipo di quasi 120 anni sulla scoperta della dannosità dei raggi Ultravioletti (UV), avevano già prodotto degli occhiali da sole originalissimi, che ne garantivano la protezione totale.

Nel settecento veneziano, dame e cavalieri, capitani da Mar e nobili, li usavano per proteggersi dal riverbero della luce riflessa durante la navigazione in laguna od in mare aperto.

Per la prima volta al mondo, sono qui esposti la maggior parte degli occhiali conservati da Musei e collezionisti privati, per ripercorrere in parte la storia dell’evoluzione dell’occhiale e delle lenti protettive per il sole.

Dagli occhiali ad arco privi di stanghette, alle prime aste per stabilizzare l’occhiale sul naso, passando per i Vetri da Gondola o da Dama usati dalle nobildonne, la mostra vi porterà sino ai vetri illusori colorati, utilizzati come giochi ottici ma definiti “Vetri da Avidi”.

Il Museo dell’Occhiale di Pieve di Cadore (BL), il Museo Correr, la Biblioteca Nazionale Marciana, in collaborazione con la Stazione Sperimentale del Vetro di Murano, sono i testimoni scientifici di questo evento che non vuole essere solamente un’esposizione di oggetti rarissimi ed affascinanti, ma un monito per la protezione e la salvaguardia della salute dei nostri occhi.

Biblioteca Nazionale Marciana, Piazza San Marco Venezia, dal 14 Giugno/13 Luglio 2014

Roberto Vascellari

Gente come noi…

copertina grande per  tutti

Una raccolta di foto di modelli Vascellari  indossati da alcuni nostri clienti

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DONNA

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SOLE

L’Ottico di Rialto

L’insegna storica dell’Ottico di Rialto ha raggiunto il cinquantesimo anno!

Cinquanta anni di presenza in Rughetta del Ravano, conosciuta da tutti i veneziani come Ruga Rialto. E’ il 29 Marzo 1964 quando Urbano apre questo secondo punto vendita che diverrà in un paio di anni il negozio principale.

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L’insegna “Ottica moderna” si trasformerà in “L’Ottico di Rialto” e da allora è sempre stato un punto di riferimento anche per un semplice appuntamento tra amici. Un ringraziamento particolare alla stimata clientela che ci ha permesso di raggiungere questo onorevole traguardo.

Buon Anniversario!!! 

Anatomia di un occhiale italiano

0003Una breve presentazione di come produciamo le nostre montature. Ogni singolo passaggio è realizzato artigianalmente.

Guarda il filmato

Vetrina Carnevale 2014

La vetrina del Carnevale 2014 è dedicata all’antica arte dei Pasticceri veneziani.  Pasticceri che nell’antichità erano chiamati “Scaleteri” dal nome di un antico dolce, la “Scaleta”, molto simile al pane azimo. Oggi, la pasticceria si è evoluta grazie anche alle contaminazioni europee, ma i dolci tipici del periodo carnescialesco restano i “Galani” e le “Fritole veneziane”. Gli oggetti esposti per la composizione della vetrina vengono dalla collezione della Pasticceria Rizzardini, tra le più antiche in città.  Partendo dal basso, nella zona centrale,  la tipica pignatta in rame per “bogier le fritole ed i galani”. Appoggiato in fronte alla pentola, un antico documento della Serenissima datato 7 Marzo 1792, per il pagamento da parte di Rizzardini di un dazio per strumenti, oltre ad una riproduzione di una stampa tratta dagli antichi mestieri che andavan per via, raffigurante un venditore di frittelle nell’atto della friggitura.  Ai lati, la Mariegola (insegna) degli antichi pasticceri e la foto dello stendardo del 1797 conservato nella chiesa di San Fantin, protettore dei pasticceri.  Al piano superiore alcuni documenti sulla storia dei pasticceri veneziani, un magnifico piatto in ottone sbalzato, piatto usato per posare le frittelle,   raffigurante il Leone di San Marco, oltre ad un’antica scatola in legno per dolci. Le frittelle come i galani sono dolci che oggi è possibile trovare diffusi lungo lo stivale, e ogni zona usa dei nomi differenti per identificarli. La frittella veneziana è invece esclusiva locale, poichè prodotta con la pasta usata per il panettone, farcita di pinoli, arance candite ed uvetta, il tutto fritto.

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Itinerari Veneziani

Con l’inizio della bella stagione, inizia anche la voglia di una passeggiata all’aria aperta, per gustarsi questo clima che sa di primavera, con l’aria ancora frizzante.

Per chi volesse vivere una Venezia “diversa” presentiamo qui di seguito tre itinerari che hanno come filo conduttore gli occhiali e che, proprio grazie a questi, vi porteranno a vedere quella Venezia che di solito non si vede (a volte, nemmeno gli stessi veneziani conoscono questi luoghi)

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