Fall

Fall is the main subject for this month’s windows display.

All the tools shown are traditional tools typical of rural life as described in Urbano Vascellari’s book “Diario di un Alpino”.

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Diario di un Alpino

Today is our last day here, we are going on vacations, higly deserved! We are going to be back on Aug. 27th.

We are celebrating a great moment durign our vacations. Urbano Vascellari will be presenting his book “Diario di un Alpino” next Aug. 17th at the council room at Calalzo di Cadore City Hall. Free entrance.

Our windows display is dedicated to this event.

 

 

 

 

 

 

 

Vacations

July! Time to have some vacations. It could be a good time to think about a swimming mask with corrective lenses, or just a good time for a pair of coloured sunglasses, with polarized lenses, good for mountain or for the beach. Whatever you need, we have it!

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Turtles and birds…

Turtles and birds, means tortoise-shell and feathers. That’s the main subject for the window’s display during this carnival time. Bottom part of the window is full of tortoise-shell color frames, while the top part shows our new colors, the feathered ones.

 

 

 

We also display Gabriele Conchetto’s new works, extremely precise and perfect repruductions of spots of our beloved Venice. Books with a “secret”…

 

 

 

     

 

Thanks to: Gabriele Conchetto for the books

Gli amici di Pierrot for the feathers

Xmas 2018

2018 Xmas window display

“L’occhiale al potere” exibition

 

Bow spectacles from the 16th to 20th century made of leather, whalebone, iron, copper, brass, silver and gold, horn, tortoiseshell, cardboard lacquered. Temple spectacles showing the development of side arms. Sun Protective spectacles for Eskimos, Chinese, Venetians, along with Richardson 4 lens glasses and sunglasses about 1960’s. A tribute to Andy Warhol. Thanks to Vascellari’s  Collection.

 

St. Martin’s Day

San Martin xe ‘ndà in sofita/ a trovar la so novissa./ So novissa no ghe gera,/ el xe ‘ndà col cuo par tera/ viva viva san Martin/ Viva el nostro re del vin!/

San Martin m’ha mandà qua/ che ghe fassa la carità./ Anca lu col ghe n’aveva,/ carità el ghe ne fasseva/ Viva viva san Martin/ Viva el nostro re del vin!/

Fè atension che semo tanti/ E gavemo fame tuti quanti/ Stè tenti a no darne poco/ Perché se no stemo qua un toco!/

Se si è ricevuto qualcosa si prosegue con:

E con questo ringraziemo/ Del bon anemo e del bon cuor/ ‘N altro ano tornaremo/ Se ghe piase al bon Signor/ E col nostro sachetin/ Viva, viva S.Martin./

Se non si è ricevuto niente invece si canta:

Tanti ciodi gh’è in sta porta/ Tanti diavoli che ve porta/ Tanti ciodi gh’è in sto muro/ Tanti bruschi ve vegna sul culo./

E CHE VE MORA EL PORSEO!

 

This month we dedicate our windows display to St. Martin from Tours. Life of the Saint can be found in Wikipedia, but unfortunately it does not tell the venetian part of the story. In Venezia we usually celebrate the Saint with our children going from shop to shop, making a lot of noise, asking for some sweets or tiny cakes. But in exchange they have to sing the rhyme above, the first part at least. Then, at evening, with their families they use to eat the traditional cake, made of shortcrust pastry.

 

San Martino di Tours viene ricordato l’11 novembre, sebbene questa non sia la data della sua morte, ma quella della sua sepoltura. Questa data è diventata una festa straordinaria in tutto l’Occidente, grazie alla sua popolare fama di santità e al numero notevole di cristiani che portavano il nome di Martino. Nel Concilio di Mâcon era stato deciso che sarebbe stata una festa non lavorativa.

La basilica a lui dedicata in Tours, l’edificio religioso francese più grande di quei tempi, fu tradizionale meta di pellegrinaggi medievali. Nel 1562, in seguito alle lotte di religione che insanguinarono la Francia, fu messa a sacco dai protestanti e le sue spoglie date alle fiamme, tanto era il suo richiamo simbolico. Durante il periodo della rivoluzione francese la basilica fu demolita quasi completamente; rimasero due torri, ancora oggi visibili. Nel 1884 fu progettata una nuova basilica che fu consacrata nel 1925.

Molte chiese in Europa sono dedicate a San Martino. Tra queste Lucca e Belluno hanno dedicato a San Martino la propria Cattedrale.

L’11 novembre i bambini delle Fiandre e delle aree cattoliche della Germania e dell’Austria, nonché dell’Alto Adige, partecipano a una processione di lanterne, ricordando la fiaccolata in barca che accompagnò il corpo del santo a Tours. Spesso un uomo vestito come Martino cavalca in testa alla processione. I bambini cantano canzoni sul santo e sulle loro lanterne. Il cibo tradizionale di questo giorno è l’oca. Secondo la leggenda, Martino era riluttante a diventare vescovo, motivo per cui si nascose in una stalla piena di oche; il rumore fatto da queste rivelò però il suo nascondiglio alla gente che lo stava cercando. In anni recenti la processione delle lanterne si è diffusa anche nelle aree protestanti della Germania, nonostante il fatto che la Chiesa protestante non riconosca il culto dei santi.

L’episodio delle oche è rimasto nella tradizione scandinava. Una volta si celebrava in tutta la Svezia, mentre ora è rimasto nella regione meridionale della Scania. La sera del 10 novembre si festeggia la tradizione con un menu a base di svartsoppa, zuppa a base di brodo, sangue (preferibilmente d’oca) e spezie, oca e torta di mele.

In Italia il culto del Santo è legato alla cosiddetta estate di San Martino la quale si manifesta, in senso meteorologico, all’inizio di novembre e dà luogo ad alcune tradizionali feste popolari. Nel comune abruzzese di Scanno, ad esempio, in onore di San Martino si accendono grandi fuochi detti “glorie di San Martino” e le contrade si sfidano a chi fa il fuoco più alto e durevole.

Nel veneziano l’11 novembre è usanza preparare il dolce di San Martino, un biscotto dolce di pasta frolla con la forma del Santo con la spada a cavallo, decorato con glassa di albume e zucchero ricoperta di confetti e caramelle; è usanza inoltre che i bambini della città lagunare intonino un canto d’augurio casa per casa e negozio per negozio, suonando padelle e strumenti di fortuna, in cambio di qualche monetina o qualche dolcetto (vedi Festa di San Martino).

A Palermo si preparano i biscotti di San Martino abbagnati nn’o muscatu (inzuppati nel vino moscato di Pantelleria), a forma di pagnottella rotonda grande come un’arancia e l’aggiunta nell’impasto di semi d’anice (o finocchio selvatico) che conferisce loro un sapore e un profumo particolare.

Nel Salento, in particolare a Lecce e provincia, il culto del Santo è molto sentito sia a livello religioso che folcloristico. Si organizzano imponenti pranzi e cene con famiglia e amici festeggiando con carne, castagne, pittule salentine e soprattutto vino. Spesso il giorno successivo viene concesso un ingresso posticipato a scuola o al lavoro.

In molte regioni d’Italia l’11 novembre è simbolicamente associato alla maturazione del vino nuovo (da qui il proverbio “A San Martino ogni mosto diventa vino”) ed è un’occasione di ritrovo e festeggiamenti nei quali si brinda, appunto, stappando il vino appena maturato e accompagnato da castagne o caldarroste. Sebbene non sia praticata una celebrazione religiosa a tutti gli effetti (salvo nei paesi dove San Martino è protettore), la festa di San Martino risulta comunque particolarmente sentita dalla popolazione locale.

Nel nord Italia, specialmente nelle aree agricole, fino a non molti anni fa tutti i contratti (di lavoro ma anche di affitto, mezzadria, ecc) avevano inizio (e fine) l’11 novembre, data scelta in quanto i lavori nei campi erano già terminati senza però che fosse già arrivato l’inverno. Per questo, scaduti i contratti, chi aveva una casa in uso la doveva lasciare libera proprio l’11 novembre e non era inusuale, in quei giorni, imbattersi in carri strapieni di ogni masserizia che si spostavano da un podere all’altro, facendo “San Martino”, nome popolare, proprio per questo motivo, del trasloco. Ancora oggi in molti dialetti e modi di dire del nord “fare San Martino” mantiene il significato di traslocare.

Una curiosità: nella antica Basilica di Santa Maria Assunta a Torcello, San Martino è raffigurato nel mosaico dei 4 grandi Dottori della Chiesa con AmbrogioAgostino e Gregorio Magno al posto di Girolamo.

 

https://en.wikipedia.org/wiki/St._Martin%27s_Day

Happy 71st anniversary

71 years ago, Urbano descended the Molinà river in order to start his first paid job. The Cargnel factory had been lately bought by the Tabacchi family and renamed S.A.F.I.L.O.
We thank all of those who shared with Ottica Vascellari its 70th year, now gone by, and hope they will keep up the enthusiasm in the future!
Happy anniversary, Urbano!

Under attack!

We apologize for not anwsering some emails, as we have recently been under attack and our website and server got stuck. Now everything is under control and ok, and we are back online.

 

 

Rialto Market

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Scuola dell’Infanzia “Nicolò Tommaseo Sez. 1”

We are proud to dedicate this windows display to the 2nd edition of a photography contest for kids and teenagers, which took place last May at “Mercato di Rialto” the very heart of the city.

The main purpouse of this contest, which has been set up by the Comitato Rialto Novo (Gabriella Giaretta is the chairman), is to search, find and observe all main aspects of Rialto Market.

Some works are shown in our window display, including the ones made by the children of primary school “Nicolò Tommaseo”, with the contest winner, a shot by Luna Fagarazzi.

In the picture above, the children that wanted to give us their works in person.