Vetrina Carnevale 2014

La vetrina del Carnevale 2014 è dedicata all’antica arte dei Pasticceri veneziani.  Pasticceri che nell’antichità erano chiamati “Scaleteri” dal nome di un antico dolce, la “Scaleta”, molto simile al pane azimo. Oggi, la pasticceria si è evoluta grazie anche alle contaminazioni europee, ma i dolci tipici del periodo carnescialesco restano i “Galani” e le “Fritole veneziane”. Gli oggetti esposti per la composizione della vetrina vengono dalla collezione della Pasticceria Rizzardini, tra le più antiche in città.  Partendo dal basso, nella zona centrale,  la tipica pignatta in rame per “bogier le fritole ed i galani”. Appoggiato in fronte alla pentola, un antico documento della Serenissima datato 7 Marzo 1792, per il pagamento da parte di Rizzardini di un dazio per strumenti, oltre ad una riproduzione di una stampa tratta dagli antichi mestieri che andavan per via, raffigurante un venditore di frittelle nell’atto della friggitura.  Ai lati, la Mariegola (insegna) degli antichi pasticceri e la foto dello stendardo del 1797 conservato nella chiesa di San Fantin, protettore dei pasticceri.  Al piano superiore alcuni documenti sulla storia dei pasticceri veneziani, un magnifico piatto in ottone sbalzato, piatto usato per posare le frittelle,   raffigurante il Leone di San Marco, oltre ad un’antica scatola in legno per dolci. Le frittelle come i galani sono dolci che oggi è possibile trovare diffusi lungo lo stivale, e ogni zona usa dei nomi differenti per identificarli. La frittella veneziana è invece esclusiva locale, poichè prodotta con la pasta usata per il panettone, farcita di pinoli, arance candite ed uvetta, il tutto fritto.

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Itinerari Veneziani

Con l’inizio della bella stagione, inizia anche la voglia di una passeggiata all’aria aperta, per gustarsi questo clima che sa di primavera, con l’aria ancora frizzante.

Per chi volesse vivere una Venezia “diversa” presentiamo qui di seguito tre itinerari che hanno come filo conduttore gli occhiali e che, proprio grazie a questi, vi porteranno a vedere quella Venezia che di solito non si vede (a volte, nemmeno gli stessi veneziani conoscono questi luoghi)

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